Hospice Nicola Falde. Santa Maria Capua Vetere

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mercoledì 7 maggio 2014

Border nights, puntata 123, Metodo Abramo per la cura dei tumori


In questa puntata il primo ospite è il dottor Roberto Santi, che per la cura dei tumori propone la terapie infusionale adiuvante detta "metodo Abramo" dal dottore che l'ha ideata e diffusa per primo.

http://www.spreaker.com/user/bordernights/border-nights-puntata-123-06-05-2014

Di seguito la trascrizione dell'intervento del Roberto Santi




Intervista a Roberto Santi


Terapia infusionale di D’Abramo, cos’è.



Innanzitutto vorrei ricordare che la terapia che propongo è stata ideata dal dottor Emenuele D’Abramo che è deceduto il 2 aprile scorso lasciandomi questa eredità consistente nella sua terapia infusionale. E’ una terapia che lui ha studiato dagli anni 70 fino al 1992 quando ha brevettato questo metodo, composto da un cocktail di farmaci che, chiaramente, non è sempre lo stesso per ogni malattia ma varia a seconda dei casi. Viene quindi adattato, come la medicina olistica richiede, ad ogni paziente a seconda della patologia e dello stato clinico complessivo della persona.
Viene fatta per via infusionale, endovenosa, a cicli di dieci, ma anche di più dipende dal caso e della situazione.
Sono tutte sostanze che si trovano in farmacia, non è quindi una terapia sperimentale come alcuni ritengono. La particolarità è che tali farmaci sono messi insieme in modo originale e influiscono positivamente sullo stato complessivo della salute delle persone

Per quali malattie è consigliabile

Questa terapia un beneficio lo dà in moltissime situazioni.
Qualcuno è guarito dal diabete (anche se dipende dal tipo) e sulle manifestazioni collaterali di tale patologia, come la retinopatia diabetica; in relazione a certe malattie poi, come la fibromialgia e il Parkinsons i risultati sono stati ottimi e non esistono altre alternative; qui il nostro metodo si rivela molto efficace; anche sui tumori si interviene in modo molto efficace a parte alcuni (quello alla tiroide per esempio non ha reagito positivamente).
La psoriasi anche si cura anche molto bene
Buoni risultati anche con la depressione.
Questi sono solo alcuni casi.

Sui tumori, in particolare, interveniamo con alte dosi di vitamina c, il dottore aveva intuito con largo anticipo sui tempi che tale vitamina funzionasse contro i tumori, e oggi molti studi si stanno effettuando in America.
Il cocktail di cui la terapia è composta è fatto di tutte sostanze  naturali, cioè sostanze che ne ripetono altre che noi abbiamo nell’organismo. E’ per questo che la terapia non dà effetti collaterali né allergie ma da solo effetti benefici.
Cura allergie, malattie autoimmunitarie e non si sostituisce alle terapie convenzionali, ma si propone come terapia integrativa a quella convenzionale potenziandone gli effetti o eliminando quelli collaterali
Per esempio nella chemioterapia dà vigore al paziente, gli dà energia, e quindi lo mette nelle condizioni migliori per affrontare lo stato morboso.

Dove si pratica

Viene fatta dappertutto nel senso che se le persone si rivolgono a me o ai colleghi, la terapia viene data al paziente che acquista i farmaci in farmacia e fa la terapia a casa.
Si fa in reparto ospedaliero, o lo fanno alcuni medici per conto loro ma talvolta ho svolto consulenze anche con pazienti all’estero.

Atteggiamento da parte della medicina ufficiale

La situazione sta migliorando, alcuni medici si stanno rendendo conto che molti pazienti non si fidano più molto della medicina tradizionale anche perché questa trascura talvolta ricerche molto recenti che hanno cambiato il corso della medicina, e piano piano inevitabilmente i medici si adegueranno.
In un articolo recente di un giornale locale si è data notizia di un paziente guarito addirittura dall’AIDS, Alessandro Volpi, era su una sedia a rotelle con un artrite psoriasica e una cirrosi, determinata la prima più dallo stress che dai farmaci e si è alzato dalla sedia dopo tre infusioni;  certo questo talvolta è difficile da accettare da parte della medicina ufficiale, ma piano piano si capirà che certe scelte aiutano il paziente, visti i risultati importanti che si ottengono, e che quindi sarà inevitabile accettarle.
Ovviamente ci sono medici ancorati ai protocolli come Panda agli eucaliptus, però il codice deontologico dice anche che quando il protocollo non funziona, come sull’artrite reumatoide, ad esempio, occorre cercare altre strade. Insomma, è un preciso dovere deontologico del medico cercare altre strade oltre ai protocolli ufficiali, quando questi rappresentano una via senza uscita.
Il morbo di Chron è un'altra malattia dove otteniamo risultati importanti, così come nelle malattie infiammatorie intestinali. Sulle malattie infiammatorie e virali i protocolli hanno una scarsissima rilevanza.
Un'altra malattia è l’Aids; questa è la classica patologia dove sappiamo che il virus convive col paziente ma non viene debellato del tutto. Se noi però associamo degli antiossidanti, come dice anche Luc Montagnè che ha scoperto il virus, si protegge il paziente e addirittura si può avere una riduzione della carica virale.
Chiaramente bisogna vedere se l’interesse del paziente coincide con quello dell’industria farmaceutica; consideriamo che un malato di aids rende all’industria farmaceutica circa 100.000 euro l’anno contro i 300 euro per un ciclo di dieci infusioni del metodo D’Abramo.

In qualunque caso noi non andiamo contro la medicina tradizionale, ma la rendiamo solo più efficiente la medicina tradizionale.

La singola flebo nella peggiore delle ipotesi dura un’ora in genere mezz’ora 40 minuti una volta al giorno o ogni 2/3 a seconda delle condizioni. Alessandro Volpi ha fatto 6 cicli in due anni per fare un esempio.

Un esempio di cura che ha effettuato su un tumore metastatizzato.

L’esito più eclatante, è quello di un paziente in coma mandato a casa a morire con 12 metastasi cerebrali e 7 epatiche, per un tumore polmonare, dopo la prima flebo si è alzato dal letto, dopo le prime dieci la Tac ha dimostrato la scomparsa delle 12 metastasi cerebrali e dopo il secondo ciclo abbiamo potuto registrare la scomparsa delle metastasi epatiche. Nell’arco di due mesi il paziente era migliorato moltissimo e ha vissuto ancora un anno ancora stando bene.
La flebo era composta da fruttosio, fosforo, carnitene, acido folico, vitamina C (fino a 100 grammi per flebo), e altre sostanze ancora.
Ci sono affinità con il protocollo Pantellini, ma la terapia D’Abramo si occupa anche di dare all’organismo molte altre sostanze che aiutano l’organismo a guarire.

Come è arrivato a creare questo protocollo?

Col pensiero. Studiando farmacologia. Il dottor D’Abramo aveva una laurea in farmacologia e medicina. Il dottore ha quindi approfondito il rapporto mente corpo e ha considerato il corpo umano non come un insieme di organi. La Psiconeuroendocrinoimmunologia studia la genesi del corpo umano come un network e non come un insieme di organi.

La vitamina C è utile per via orale anche nelle persone normali?

Si la vitamina C è la regina degli antiossidanti, l’artereosclerosi rovina la parete interna delle vene consentendo al colesterolo di formare una placca, ma anche livelli di colesterolo molto alti non danno infarto e incidenti vascolari, tipo l’ictus, se la parete arteriosa è efficace, liscia, pulita ed efficiente.
Io consiglio a tutti un grammo di vitamina C al giorno. Si compra in farmacia, un cucchiaino da caffè bevuto in liquido prima di colazione. E’ un po’ acida ma infilata nel succo di frutta uno non se ne accorge.
Va bene anche in capsule anche se costano molto di più.

-          E’ compatibile con la cura Di Bella?

Si, e i risultati ci sono. E’ compatibile con qualunque terapia, tradizionale o meno.

-          C’è stato un articolo di recente riportato anche sul sito informare per resistere, in cui si diceva che solo il 2 per cento dei pazienti trattati con la chemio sopravvive. C’è stata una reazione molto violenta da parte di alcuni medici.

Sono dati dell’associazione oncologica italiana usciti nel 2004, che ha preso in considerazione tutti i tumori, prendendo in considerazione le sopravvivenze di tutti i tipi di tumore.
A 5 anni la sopravvivenza è il 3 per cento. Certo poi dipende dal tipo di tumore, per il pancreas o il polmone a 5 anni ci arrivano in pochi, ma per tutti i tumori è il 3 per cento.

Non so perchè molti medici si alterano quando vengono divulgati questi dati, perché sono divulgati da loro, non da “4 amici al bar”.

-          Ha avuto problemi per l’attività che svolge?


Si è inevitabile. Minacce ad esempio, alcune poco credibili. Ma se un medico ha questa missione, perché tale la ritengo, dobbiamo portarla avanti comunque, perché il destino vuol dire che ti ha chiamato a questo. Oggi comunque c’è molta più apertura. Certo, tutto ciò è difficile, perché per molti medici è meglio stare sull’amaca comoda dei protocolli che tentare strade diverse. Ma è una missione da portare avanti.


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