Hospice Nicola Falde. Santa Maria Capua Vetere

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Hospice Nicola Falde. Primo Piano. Nei giardini che nessuno sa

venerdì 9 maggio 2014

La grande eresia di Tullio Simoncini (di Massimo Mazzucco)

Lo vado sostenendo ormai da tempo, e continuerò a ripeterlo fino a quando gli stessi utenti, nauseati, mi cacceranno dal sito: qualunque sia l’argomento dibattuto, il problema si riduce sempre alla differenza fra il ragionamento induttivo e quello deduttivo.

Laddove esista una premessa “intoccabile” (il famoso “siccome” del ragionamento deduttivo), i disastri che possono venire a crearsi, nel caso questa si rivelasse errata, sono incommensurabili.

Lo abbiamo constatato mille volte riguardo all’undici settembre, dove coloro che pensano che “gli americani non si farebbero mai una cosa del genere” (premessa intoccabile) sono obbligati ad una conclusione (“quindi le Torri gemelle DEVONO essere cadute da sole”) che stride chiaramente con le dozzine di indizi in senso contrario.

Chi invece procede con il metodo induttivo – libera la mente da preconcetti e parte dai fatti oggettivi, per poi trarre eventualmente le conclusioni - non ha alcun problema a vedere i molteplici sintomi dell’autoattentato.

Ora sta accadendo la stessa cosa con il Dott. Simoncini e con la sua proposta per la cura del cancro. Chi è libero da preconcetti guarda le interviste dei pazienti guariti (parte cioè dai fatti concreti) e conclude che, come minimo, Simoncini abbia messo il dito su qualcosa di molto importante. Chi invece è troppo condizionato dal fatto che “il cancro è una malattia inguaribile” (premessa intoccabile), è obbligato a concludere che Simoncini stia sbagliando, che si tratti di “miracoli” di altro tipo, oppure che si tratti di un ciarlatano qualunque.

Tale è la potenza dell’informazione di massa, e delle cosiddette “verità assodate”: sin da piccoli sentiamo dire che “il cancro è una malattia incurabile”, e capovolgere questo concetto diventa ora difficile per chiunque.

Se però ci liberiamo dal preconcetto, e partiamo dai fatti concreti, ...

... abbiamo che: 

1 - Le terapie ufficiali non curano quasi mai il cancro, e servono al massimo a “prolungare la vita” del paziente, ad un costo (umano) peraltro molto discutibile: severe mutilazioni del corpo, sostanziali limitazioni nelle attività quotidiane, degrado fisico spesso umiliante e demoralizzante. E la fine è quasi sempre la stessa per tutti.

2 - Ogni anno muoiono di cancro circa 9 milioni di persone, mentre il numero dei “guariti” dalle terapie ufficiali è decisamente esiguo al confronto. Proprio perchè le terapie ufficiali sono un fallimento innegabile, diventa legittimo suggerire che la ricerca abbia puntato, fino ad oggi, nella direzione sbagliata.

3 - Di fatto, a tutt’oggi non esiste una teoria ufficiale sulla causa del cancro. Nonostante questo, la medicina ufficiale si arroga il diritto di rifiutare a priori qualunque proposta che contrasti con il “credo ufficiale”, secondo il quale la causa del cancro sarebbe di natura genetico-molecolare. (Oppure “finge” di metterle alla prova, con procedure chiaramente incorrette, per poi dire che “non funzionano”. Vedasi ad esempio il caso Di Bella).

Ma quando capita di:

- parlare con un signore al quale nel 1983 fa diedero 7 mesi di vita per un tumore al polmone, e oggi vive tranquillo e felice, dopo essersi curato con il bicarbonato;

- parlare con una signora alla quale stavano per rimuovere l’utero dopo 3 operazioni fallite, a causa di polipi recidivi, e scopri che si è completamente curata con il bicarbonato di sodio;

- parlare con una ragazza che aveva già perso l’uso di metà del proprio corpo, e stava per soccombere ad un cancro al cervello, quando è riuscita a liberarsene con il bicarbonato di sodio;

- parlare con un signore che aveva un cancro alla vescica, e scopri che lo ha completamente curato con il bicarbonato di sodio;

- parlare con un signore che aveva un melanoma sul collo, e lo ha curato con la tintura di iodio;

- parlare con una signora che aveva un basalioma sul petto, e lo ha curato nello stesso modo;

- parlare con un signore che aveva melanomi e basaliomi sul cranio, e li ha curati nello stesso modo;

- eccetera eccetera (la lista di testimoniannze positive è molto più ampia di quella indicata)

diventa legittimo sostenere che non siamo di fronte a dei casi di “remissione spontanea”, ma a qualcosa di preciso e costante, che meriterebbe tutte le attenzioni di questo mondo. (Aggiungo, se servisse, che io stesso ho appena finito di curare mia madre da un basalioma sulla schiena, che è completamente scomparso dopo le stesse applicazioni di tintura di iodio).

Sia chiaro, non tutte le persone che provano il metodo Simoncini guariscono, e il Dott. Simoncini è il primo a ricordarlo: troppo spesso i pazienti arrivano da lui quando ormai la medicina ufficiale ha finito il suo percorso, il corpo è ormai invaso da metastasi, e il sistema immunitario è ridotto ad uno straccio. Mandati a casa a morire, si buttano disperati in Internet, ed accorrono da Simoncini sperando nel miracolo all’ultimo minuto. (Di questo tipo di episodi si approfittano vigliaccamente i nemici di Simoncini, accusandolo di essere stato lui il responsabile della loro morte). Se però si ascoltano con attenzione le varie testimonianze presentate nel video, si noterà come tutti i casi di successo siano iniziati proprio con il rifiuto – spesso istintivo, e solo più tardi razionalizzato – del paziente a sottomettersi al ciclo letale chirurgia-radio-chemioterapia.

La “teoria Simoncini”

Di fronte a queste guarigioni “impossibili” (secondo la medicina ufficiale) il processo induttivo richiede, se possibile, di formulare una teoria che sia in grado di spiegarle. Ed è qui che la “teoria Simoncini” ci appare in tutta la sua straordinaria semplicità: il cancro, dice Simoncini, è causato dall’aggressione di un fungo (micro-organismo) chiamato Candida Albicans, che obbliga il nostro corpo ad una reazione di tipo fisico, la neoplasia. 

Quello che noi chiamiamo “tumore”, o “massa”, è la somma della colonia fungina e della reazione dell’organismo, nella quale il secondo cerca di costruire una barriera per respingere l’attacco della prima.

Cresce quindi la colonia per aggregazione, e cresce la neoplasia come tentativio di difesa. Il tutto ci appare, in forma indistinta, come il “tumore”.

Tagliando si facilita quindi la fuga del fungo, che entra nel flusso sanguigno e va ad annidarsi altrove, creando le premesse per future metastasi.

La cosa curiosa è che la presenza della Candida, nei pazienti morti di cancro, è confermata da tutti gli oncologi del mondo, senza eccezione o dubbio alcuno. L’unica differenza fra l’oncologia ufficiale e Simoncini è che la prima sostiene che la presenza del fungo sia una conseguenza del cancro, mentre Simoncini sostiene che ne sia la causa.

La sua eresia è tutta qui.

Può capitare a tutti, dice Simoncini, di avere nel corpo la presenza della Candida, ma normalmente il sistema immunitario riesce a liberarsene, e le impedisce di formare colonie permanenti. In casi particolari invece - scarse difese immunitarie, componenti di tipo psico-somatico, altro... – la Candida riesce ad annidarsi in qualche organo e costruisce una colonia che diventa inespugnabile per il sistema immunitario. A quel punto la parte interessata del corpo reagisce direttamente, creando una specie di barriera, che noi chiamiamo “neoplasia”. (Un pò come quando ci pungiamo con un riccio, al mare: se l’ago rimane conficcato nel dito, questo si gonfia immediatamente, cercando di creare una barriera fra il corpo estraneo e il resto dell’organismo).

A noi il “tumore” appare come una “crescita abnorme“, mentre in realtà sarebbe solo una difesa disperata – ma perfettamente logica e comprensibile - dell’organismo contro l’invasione della colonia fungina. (Questo spiegherebbe anche perchè tutti i tumori hanno una forma diversa, pur avendo la stessa origine).

A questo punto l’utilizzo del bicarbonato di sodio non è affatto una “stupidaggine“ o una “follia“ da ciarlatano, ma diventa la conseguenza obbligata di un ragionamento molto preciso: se è vero che l’aggressione è causata dal fungo, è altrettanto vero che, in natura, i sali siano i peggiori nemici dei funghi. Ecco quindi che il bicarbonato di sodio diventa la soluzione più logica ed efficace per combattere la Candida

Forse non a caso un passaggio dei sacri Veda, che risale a circa 5.000 anni fa, diceva: “curerete i tumori con gli alcali”.

Lo stesso ragionamento, secondo Simoncini, si applica per la psoriasi e per i tumori della pelle, che sarebbero causati dal medesimo fungo, e vengono combattuti con la tintura di iodio, un nemico dei funghi ancora più potente del bicarbonato.

La cosa appare di una semplicità disarmante, ma resta il fatto che la grande “eresia” di Tullio Simoncini stia tutta qui.

Il resto è solo un castello di barriere mentali difficili da distruggere o aggirare, perchè sostenute dalla premessa, apparentemente intoccabile, che il cancro sia una “malattia inguaribile”.

A tutto questo aggiungiamo un fatto ben difficile da sottovalutare a questo punto: oggi vi sono più persone al mondo che vivono di cancro di quante ne muoiano di cancro. 

A ciascuno trarre le sue conclusioni.

Massimo Mazzucco 



tratto da:
Lo vado sostenendo ormai da tempo, e continuerò a ripeterlo fino a quando gli stessi utenti, nauseati, mi cacceranno dal sito: qualunque sia l’argomento dibattuto, il problema si riduce sempre alla differenza fra il ragionamento induttivo e quello deduttivo. Laddove esista una premessa “intoccabile” (il famoso “siccome” del ragionamento deduttivo), i disastri che possono venire a crearsi, nel caso questa si rivelasse errata, sono incommensurabili. Lo abbiamo constatato mille volte riguardo all’undici settembre, dove coloro che pensano che “gli americani non si farebbero mai una cosa del genere” (premessa intoccabile) sono obbligati ad una conclusione (“quindi le Torri gemelle DEVONO essere cadute da sole”) che stride chiaramente con le dozzine di indizi in senso contrario. Chi invece procede con il metodo induttivo – libera la mente da preconcetti e parte dai fatti oggettivi, per poi trarre eventualmente le conclusioni - non ha alcun problema a vedere i molteplici sintomi dell’autoattentato. Ora sta accadendo la stessa cosa con il Dott. Simoncini e con la sua proposta per la cura del cancro. Chi è libero da preconcetti guarda le interviste dei pazienti guariti (parte cioè dai fatti concreti) e conclude che, come minimo, Simoncini abbia messo il dito su qualcosa di molto importante. Chi invece è troppo condizionato dal fatto che “il cancro è una malattia inguaribile” (premessa intoccabile), è obbligato a concludere che Simoncini stia sbagliando, che si tratti di “miracoli” di altro tipo, oppure che si tratti di un ciarlatano qualunque. Tale è la potenza dell’informazione di massa, e delle cosiddette “verità assodate”: sin da piccoli sentiamo dire che “il cancro è una malattia incurabile”, e capovolgere questo concetto diventa ora difficile per chiunque. Se però ci liberiamo dal preconcetto, e partiamo dai fatti concreti, ... ... abbiamo che: 1 - Le terapie ufficiali non curano quasi mai il cancro, e servono al massimo a “prolungare la vita” del paziente, ad un costo (umano) peraltro molto discutibile: severe mutilazioni del corpo, sostanziali limitazioni nelle attività quotidiane, degrado fisico spesso umiliante e demoralizzante. E la fine è quasi sempre la stessa per tutti. 2 - Ogni anno muoiono di cancro circa 9 milioni di persone, mentre il numero dei “guariti” dalle terapie ufficiali è decisamente esiguo al confronto. Proprio perchè le terapie ufficiali sono un fallimento innegabile, diventa legittimo suggerire che la ricerca abbia puntato, fino ad oggi, nella direzione sbagliata. 3 - Di fatto, a tutt’oggi non esiste una teoria ufficiale sulla causa del cancro. Nonostante questo, la medicina ufficiale si arroga il diritto di rifiutare a priori qualunque proposta che contrasti con il “credo ufficiale”, secondo il quale la causa del cancro sarebbe di natura genetico-molecolare. (Oppure “finge” di metterle alla prova, con procedure chiaramente incorrette, per poi dire che “non funzionano”. Vedasi ad esempio il caso Di Bella). Ma quando capita di: - parlare con un signore al quale nel 1983 fa diedero 7 mesi di vita per un tumore al polmone, e oggi vive tranquillo e felice, dopo essersi curato con il bicarbonato; - parlare con una signora alla quale stavano per rimuovere l’utero dopo 3 operazioni fallite, a causa di polipi recidivi, e scopri che si è completamente curata con il bicarbonato di sodio; - parlare con una ragazza che aveva già perso l’uso di metà del proprio corpo, e stava per soccombere ad un cancro al cervello, quando è riuscita a liberarsene con il bicarbonato di sodio; - parlare con un signore che aveva un cancro alla vescica, e scopri che lo ha completamente curato con il bicarbonato di sodio; - parlare con un signore che aveva un melanoma sul collo, e lo ha curato con la tintura di iodio; - parlare con una signora che aveva un basalioma sul petto, e lo ha curato nello stesso modo; - parlare con un signore che aveva melanomi e basaliomi sul cranio, e li ha curati nello stesso modo; - eccetera eccetera (la lista di testimoniannze positive è molto più ampia di quella indicata) diventa legittimo sostenere che non siamo di fronte a dei casi di “remissione spontanea”, ma a qualcosa di preciso e costante, che meriterebbe tutte le attenzioni di questo mondo. (Aggiungo, se servisse, che io stesso ho appena finito di curare mia madre da un basalioma sulla schiena, che è completamente scomparso dopo le stesse applicazioni di tintura di iodio). Sia chiaro, non tutte le persone che provano il metodo Simoncini guariscono, e il Dott. Simoncini è il primo a ricordarlo: troppo spesso i pazienti arrivano da lui quando ormai la medicina ufficiale ha finito il suo percorso, il corpo è ormai invaso da metastasi, e il sistema immunitario è ridotto ad uno straccio. Mandati a casa a morire, si buttano disperati in Internet, ed accorrono da Simoncini sperando nel miracolo all’ultimo minuto. (Di questo tipo di episodi si approfittano vigliaccamente i nemici di Simoncini, accusandolo di essere stato lui il responsabile della loro morte). Se però si ascoltano con attenzione le varie testimonianze presentate nel video, si noterà come tutti i casi di successo siano iniziati proprio con il rifiuto – spesso istintivo, e solo più tardi razionalizzato – del paziente a sottomettersi al ciclo letale chirurgia-radio-chemioterapia. La “teoria Simoncini” Di fronte a queste guarigioni “impossibili” (secondo la medicina ufficiale) il processo induttivo richiede, se possibile, di formulare una teoria che sia in grado di spiegarle. Ed è qui che la “teoria Simoncini” ci appare in tutta la sua straordinaria semplicità: il cancro, dice Simoncini, è causato dall’aggressione di un fungo (micro-organismo) chiamato Candida Albicans, che obbliga il nostro corpo ad una reazione di tipo fisico, la neoplasia. Quello che noi chiamiamo “tumore”, o “massa”, è la somma della colonia fungina e della reazione dell’organismo, nella quale il secondo cerca di costruire una barriera per respingere l’attacco della prima. Cresce quindi la colonia per aggregazione, e cresce la neoplasia come tentativio di difesa. Il tutto ci appare, in forma indistinta, come il “tumore”. Tagliando si facilita quindi la fuga del fungo, che entra nel flusso sanguigno e va ad annidarsi altrove, creando le premesse per future metastasi. La cosa curiosa è che la presenza della Candida, nei pazienti morti di cancro, è confermata da tutti gli oncologi del mondo, senza eccezione o dubbio alcuno. L’unica differenza fra l’oncologia ufficiale e Simoncini è che la prima sostiene che la presenza del fungo sia una conseguenza del cancro, mentre Simoncini sostiene che ne sia la causa. La sua eresia è tutta qui. Può capitare a tutti, dice Simoncini, di avere nel corpo la presenza della Candida, ma normalmente il sistema immunitario riesce a liberarsene, e le impedisce di formare colonie permanenti. In casi particolari invece - scarse difese immunitarie, componenti di tipo psico-somatico, altro... – la Candida riesce ad annidarsi in qualche organo e costruisce una colonia che diventa inespugnabile per il sistema immunitario. A quel punto la parte interessata del corpo reagisce direttamente, creando una specie di barriera, che noi chiamiamo “neoplasia”. (Un pò come quando ci pungiamo con un riccio, al mare: se l’ago rimane conficcato nel dito, questo si gonfia immediatamente, cercando di creare una barriera fra il corpo estraneo e il resto dell’organismo). A noi il “tumore” appare come una “crescita abnorme“, mentre in realtà sarebbe solo una difesa disperata – ma perfettamente logica e comprensibile - dell’organismo contro l’invasione della colonia fungina. (Questo spiegherebbe anche perchè tutti i tumori hanno una forma diversa, pur avendo la stessa origine). A questo punto l’utilizzo del bicarbonato di sodio non è affatto una “stupidaggine“ o una “follia“ da ciarlatano, ma diventa la conseguenza obbligata di un ragionamento molto preciso: se è vero che l’aggressione è causata dal fungo, è altrettanto vero che, in natura, i sali siano i peggiori nemici dei funghi. Ecco quindi che il bicarbonato di sodio diventa la soluzione più logica ed efficace per combattere la Candida. Forse non a caso un passaggio dei sacri Veda, che risale a circa 5.000 anni fa, diceva: “curerete i tumori con gli alcali”. Lo stesso ragionamento, secondo Simoncini, si applica per la psoriasi e per i tumori della pelle, che sarebbero causati dal medesimo fungo, e vengono combattuti con la tintura di iodio, un nemico dei funghi ancora più potente del bicarbonato. La cosa appare di una semplicità disarmante, ma resta il fatto che la grande “eresia” di Tullio Simoncini stia tutta qui. Il resto è solo un castello di barriere mentali difficili da distruggere o aggirare, perchè sostenute dalla premessa, apparentemente intoccabile, che il cancro sia una “malattia inguaribile”. A tutto questo aggiungiamo un fatto ben difficile da sottovalutare a questo punto: oggi vi sono più persone al mondo che vivono di cancro di quante ne muoiano di cancro. A ciascuno trarre le sue conclusioni. Massimo Mazzucco

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