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martedì 13 maggio 2014

La graviola.


Di seguito una serie di articoli su una pianta che ha diverse proprietà antitumorali. La Graviola si trova anche in erboristeria in pratiche capsule.


La pianta che combatte il cancro e di cui nessuno parla.


L’albero di Graviola viene dal profondo della foresta amazzonica. Ricerche e test di laboratorio hanno dimostrato che con estratti di questa pianta miracolosa è possibile combattere il cancro con una terapia tutta naturale che non causa nausea, perdita di peso e perdita di capelli, proteggere il sistema immunitario ed evitare infezioni mortali, sentirsi più forti e sani durante tutto il corso del trattamento, aumentare l’ energia e migliorare la visione della vita.
In rete basta digitare “natural antibiotics” e si trovano immediatamente valanghe di testi: la Graviola fa miracoli, è una pianta che potrebbe salvarci dal cancro, si legge.
La graviola è un alberello tipico delle calde aree tropicali caratterizzato dalle grandi foglie verdi e dai frutti commestibili giallo-verdi, venduti nei mercatini sud americani con il nome di Guanabana ed utilizzati nella preparazione di bevande dissetanti.
Tuttavia l’importante utilità della Graviola non è da ricondurre alle proprietà organolettiche dei suoi frutti bensì a quelle terapeutiche del suo tronco, delle sue foglie, delle sue radici e dei suoi semi note alle popolazioni autoctone e utilizzate da secoli per le proprietà astringenti, antibatteriche, analgesiche ed ipotensive.
I risultati puramente empirici ottenuti per secoli dalla medicina etnica sono stati già dal 1940affiancati ai primi dati scientifici ottenuti dalla medicina convenzionale, con l’individuazione di particolari principi attivi noti come annonacee acetogenine, protagoniste delle proprietà biologiche di questa pianta.
Gli incoraggianti risultati osservati hanno portato in breve tempo ad una florida sperimentazione che conta ad oggi più di 600 studi con ottimi risultati e che purtroppo non è stata affiancata da un altrettanto valido utilizzo in ambito clinico.
Il frutto sembra un fragolone verde e il suo sapore è gradevole. E’ un prodotto completamente naturale e non ha alcun effetto collaterale. Questa pianta ha molti benefici anti-cancro. E’ anche un agente antimicrobico ad ampio spettro per le infezioni, sia batteriche e fungine, è efficace contro parassiti interni e vermi, abbassa la pressione sanguigna alta e viene utilizzato per i disturbi della depressione, stress e nervoso.
Dal 1976, la Graviola ha dimostrato di essere un killer del cancro immensamente potente in 20 test di laboratorio indipendenti, ma nessuno studio randomizzato e’ mai stato avviato. Uno studio pubblicato sulJournal of Natural Products, a seguito di analoga ricerca condotta dall’Università Cattolica della Corea del Sud ha dichiarato che la Graviola è in grado di uccidere selettivamente le cellule tumorali del colon con una potenza 10.000 superiore al farmaco chemioterapico comunemente usato come la Adriamicina.
La relazione dell’Università Cattolica della Corea del Sud afferma che la Graviola ha dimostrato di mirare selettivamente le cellule tumorali, lasciando intatte le cellule sane, a differenza della chemioterapia, che mira indiscriminatamente a tutte le cellule che attivamente si riproducono e che causa gli effetti collaterali spesso devastanti di nausea e perdita dei capelli nei pazienti oncologici.
Uno studio della Purdue University di Lafayette (negli Stati Uniti) ha recentemente provato che le foglie della Graviola uccidono le cellule cancerogene tra sei linee di cellule umane e sono particolarmente efficaci contro i tumori della prostata, del pancreas e del polmone. Il Sour Sop (questo il suo nome in inglese) noto in Italia come il frutto della Graviola è dunque un rimedio miracoloso (e naturale) per debellare le cellule del cancro, 10.000 volte più forte rispetto alla chemioterapia.
Test di laboratorio effettuati fin dal 1970 hanno evidenziato la sua efficacia nel colpire e uccidere le cellule maligne in 12 tipi di cancro, tra cui quello del colon, del seno, della prostata, del polmone e del pancreas, ed è fino a 10.000 volte più forte nel rallentare la crescita delle cellule tumorali rispetto all’ Adriamicina, un farmaco chemioterapico comunemente usato nella cura del cancro. A differenza della chemioterapia, il composto estratto dall’ albero di Graviola uccide solo le cellule tumorali senza danneggiare le cellule sane.
Una major farmaceutica americana ha investito quindi quasi sette anni a cercare di sintetizzare due ingredienti della Graviola anti cancro. Ma non è stato possibile sintetizzare in alcun modo i principi attivi della Graviola contro il cancro. L’originale semplicemente non poteva essere replicato. Non c’era modo con cui la società farmaceutica in questione avesse potuto proteggere i propri interessi, e riavere il denaro investito nella ricerca. Questa società farmaceutica abbandonò quindi il progetto e decise di non pubblicare i risultati della sua ricerca. Ma uno scienziato del team portò alla luce quanto scoperto. Rischiando la sua carriera, contattò una società dedita alla raccolta delle piante medicinali della foresta pluviale amazzonica e denunciò la cosa scatenando roventi polemiche.
Il National Cancer Institute ha eseguito la prima ricerca scientifica nel 1976. I risultati hanno dimostrato che le foglie e gli steli della Graviola sono stati trovati efficaci per attaccare e distruggere le cellule maligne. Inspiegabilmente, i risultati sono stati pubblicati in un rapporto interno, ma mai rilasciato al pubblico.
tratto da:



La graviola è un albero originario della maggior parte delle aree tropicali del Sud e Nord America, Amazzonia compresa. Produce un frutto grande e di colore giallo verde che può pesare fino a 5 kg, con un diametro di 15-23 cm contenente all'interno una morbida polpa bianca. I frutti crescono su un piccolo e dritto albero sempreverde, alto 5-6 m con grandi foglie lucenti di colore verde scuro.
La Graviola è apprezzata in Brasile per il suo piacevole aroma ed il suo sapore unico. Alcuni studi hanno evidenziato la possibilità che gli alcaloidi presenti nella Graviola abbiano forti effetti antidepressivi e, per questo motivo risultano in corso ricerche approfondite.
Per la sua composizione è sperimentato per le presunte proprietà anti-cancerose. La frutta, venduta in molti mercati dei tropici, viene chiamata guanábana nei paesi di lingua Spagnola e Graviola in Brasile.
Tutte le parti della Graviola sono usate in fitoterapia, specie le foglie, la corteccia e le radici a cui sono attribuite diverse proprietà.
Sono stati riscontrati nella Graviola molti composti bioattivi e fitochimici che gli scienziati studiano sin dal 1940 e i molti usi nella medicina naturale sono stati convalidati dalla ricerca scientifica. Tre gruppi di ricerca separati hanno isolato i composti di acetogenina nella graviola e hanno dimostrato proprietà antitumorali ed anticancerogene significative (toxicity selettivo contro i vari tipi di cellule di cancro senza nuocere alle cellule sane).
Sono stati pubblicati otto studi clinici sulle loro scoperte. Molte delle acetogenine hanno dimostrato il toxicity selettivo alle cellule tumorali a dosaggi molto bassi. Quattro di questi studi sono stati pubblicati nel 1998 e dimostrano la forte capacità antitumorale ed antivirale degli estratti di Graviola.
L'Università di Purdue, in Lafayette Occidentale, Indiana, ha condotto un’importante ricerca sull'acetogenine (grazie ad una sovvenzione dell'Istituto Nazionale sul Cancro e l'Istituto Nazionale di Salute americano - NIH) ed il suo personale ha analizzato almeno nove brevetti (americani ed internazionali).
La Graviola ha dimostrato di possedere proprietà antibatteriche e antimicotiche.Esperimenti condotti alla fine degli anni ’70 dal National Cancer Institute (USA), mostrarono un’attiva citotossicità contro cellule tumorali presente nelle foglie e nello stelo della graviola, per cui i ricercatori hanno da allora proseguito gli studi fino a scoprire nella pianta composti chiamati annnonacee acetogenine i quali sembrano possedere la capacità di inibire la crescita delle cellule di alcuni tipi di tumore (colon, seno e polmoni). Uno studio alla Catholic University of South Corea pare abbia dimostrato che un’acetogenina della graviola sia 10.000 volte superiore a un farmaco chemioterapico come l’adriamicina. La ricerca sugli effetti della graviola sul cancro sta proseguendo e quattro nuovi studi sono stati pubblicati nel 1998 i quali sembrano confermare le acquisizioni degli studi precedenti.
In tutta onestà pare alquanto prematuro affidarsi alla sola graviola nella cura contro il cancro, ma la nostra speranza resta quella di un ulteriore approfondimento medico-scientifico di questo fitoterapico assai promettente, al fine di un suo possibile utilizzo razionale nella terapia antitumorale.
tratto da:

La Pianta di Graviola: dati tecnici


Famiglia: Annonaceae
Genere: Annona
Specie: muricata
Nomi comuni: Graviola, Brazilian paw paw, guanábana, soursop,
Parti Usate: Foglie, frutto, semi, corteccia, radici.



Graviola: rimedio naturale contro il cancro?

Graviola è il nome con cui le popolazioni di lingua portoghese indicano l'albero Annona muricata, fruttifero sempreverde appartenente alla famiglia delle Annonaceae, tipico delle foreste tropicali. I suoi frutti deliziosi, morbidi e succosi, riconoscono svariati impieghi alimentari, e possono essere consumati interi o come base per la produzione di frullati, succhi, cocktail, sorbetti e gelatine; utili per regolarizzare l'intestino, godono di proprietà lassative. E' tuttavia nella corteccia, nelle foglie, nelle radici, nei semi e nei ramoscelli, che la graviola racchiude le maggiori quantità di molecole dalle possibili applicazioni nella cura contro il cancro. Alcune di queste sostanze sono state ribatezzate acetogenine annonacee, e sono tuttora ritenute responsabili dei sorprendenti effetti antitumorali ed antivirali ampiamente dimostrati in vitro ma in attesa di conferme in vivo. Una di queste sostanze, la cis-annonacina, ha dimostrato un effetto citotossico (capacità di danneggiare le cellule, in questo caso tumorali) nei confronti di linee cellulari dell'adenocarcinoma del colon, 10.000 volte superiore a quello dell'Adriamicina ® (Doxorubicin), chemioterapico usato nel trattamento di una vasta famiglia di forme tumorali.

Gli estratti etanolici della graviola si sono dimostrati efficaci contro il virus Herpes symplex, il protozoo responsabile della leishmaniosi ed il mollusco di acqua dolce Biomphalaria glabrata, ospite del verme parassita Schistosoma mansoni.

In vitro, le acetogenine estratte dalla graviola hanno dimostrato importanti effetti citotossici contro cellule cancerose del fegato (epatoma), del seno (MCF-7), della prostata (PC-3), del pancreas (PACA-2), del polmone (A-549) e del colon (HT-29). Purtroppo non esistono a tutt'oggi studi su larga scala che confermino le proprietà antitumorali della graviola sulla specie umana, come del resto dimostra la mole piuttosto esigua di studi reperibili su pubmed. In molti siti internet, per contro, si narrano aneddoti su un tentativo fallito di brevettare alcune acetogenine da parte di un'importante industria farmaceutica, che dopo 7 anni di studi abbandonò il progetto per l'incapacità di sintetizzare molecole specifiche e brevettarle. Allo stesso tempo si decantano le notevoli proprietà antitumorali della graviola e la mancanza degli effetti collaterali tipici dei farmaci chemioterapici (affermazione non del tutto esatta). 

Aldilà delle considerazioni più maliziose e dei piani marketing, non dobbiamo dimenticare: a) l'assenza di studi clinici significativi sull'uomo; b) la possibile interferenza con concomitanti terapie chemioterapiche; c) le difficoltà di standardizzazione dei principi attivi, legate agli innumerevoli fattori che influenzano la resa della pianta, ma anche a possibili sofisticazioni. 
Oltretutto, la graviola produce effetti collaterali non trascurabili, come quelli ipotensivi, vasodilatatori e cardiodepressivi (diminuisce l'eccitabilità miocardica); tra gli altri possibili effetti collaterali si sottolineano la nausea ed il vomito (ad alte dosi) ed i disordini del movimento, con mieloneuropatia e sintomi simili a quelli della malattia di Parkinson. In caso di utilizzo prolungato, l'effetto antibatterico potrebbe alterare la normale flora batterica intestinale. L'utilizzo di graviola è sconsigliato in soggetti ipotesi o cardiopatici; prudenza nei pazienti in trattamento con farmaci ipotensivi. Non usare durante la gravidanza e l'allattamento.
Per quanto esposto nell'articolo, è a dir poco essenziale che ogni eventualità d'utilizzo venga preventivamente discussa con personale sanitario esperto ed informato sulle modalità d'uso, sui potenziali effetti collaterali e sulle interazioni farmacologiche della graviola.

BIBLIOGRAFIA
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Graviola: un frutto anti cancro nemico delle big pharma

By Edoardo Capuano - Posted on 11 maggio 2013
Graviola
Il Sour Sop (nome in inglese) o il frutto della Graviola è naturale rimedio miracoloso per debellare le cellule del cancro, rimedio 10.000 volte più forte rispetto alla chemioterapia.
Perché non siamo a conoscenza di questo?
Perché alcune grande società volevano recuperare i soldi investiti in anni di ricerca, cercando di fare una versione “chimica” di questo rimedio per la vendita.
Molte persone sono morte invano, mentre queste case farmaceutiche tenevano nascosto il segreto della Graviola, incassando milioni di dollari.
E’ giusto quindi passare le informazioni corrette ad amici e conoscenti, in modo che al momento del bisogno possano usufruirne, anche come prevenzione.
Il sapore è gradevole, è completamente naturale e non ha alcun effetto collaterale.
Questa pianta ha molti benefici, ma è rinomata i suoi ottimi effetti anti cancro.
Essa è un rimedio provato contro il cancro di ogni tipo.
Oltre ad essere un rimedio cancro, la Graviola è un agente antimicrobico ad ampio spettro per le infezioni, sia batteriche e fungine, è efficace contro parassiti interni e vermi, abbassa la pressione sanguigna alta e viene utilizzato per i disturbi della depressione, stress e nervoso.
Ecco la storia incredibile dell’albero di Graviola:
La verità è incredibilmente semplice: Nel profondo della foresta amazzonica cresce un albero che potrebbe letteralmente rivoluzionare quello che, il medico, e il resto del mondo pensa rispetto al possibile trattamento del cancro e le possibilità di sopravvivenza.
Il futuro non è mai stato più promettente.
La ricerca mostra che, con estratti di questa pianta miracolosa ora può essere possibile:
  1. * Combattere il cancro definitivamente con una terapia tutta naturale che non causa nausea, perdita di peso e perdita di capelli
  2. * Proteggere il sistema immunitario ed evitare infezioni mortali
  3. * Sentirsi più forti e sani durante tutto il corso del trattamento
  4. * Aumentare l’energia e migliorare la visione della vita
La fonte di queste informazioni è altrettanto sorprendente: Viene da uno dei più grandi produttori di farmaci Americani ed è frutto di oltre 20 test di laboratorio effettuati fin dal 1970!

Ciò che questi test hanno rivelato era incredibile!
Ecco che cosa i test hanno evidenziato:
  1. * Efficace nel colpire e uccidere le cellule maligne in 12 tipi di cancro, tra cui quello del colon, del seno, della prostata, del polmone e del pancreas ..
  2. * I composti dell’albero di Graviola hanno dimostrato di essere fino a 10.000 volte più forte nel rallentare la crescita delle cellule tumorali rispetto all'Adriamicina, un farmaco chemioterapico comunemente usato nella cura del cancro.
  3. * A differenza della chemioterapia, il composto estratto dall'albero di Graviola uccide solo le cellule tumorali senza danneggiare le cellule sane!!!
  4. Le incredibili proprietà anti-cancro della Graviola sono stati ampiamente studiate, e allora perché non avete mai sentito parlare?
  5. Varie parti dell’albero di Graviola, compresa la corteccia, le foglie, le radici, frutta e i semi-sono stati utilizzati per secoli dagli uomini della medicina e Indiani nativi d’America per curare le malattie cardiache, asma, problemi al fegato e l'artrite.
Proseguendo , una nota società farmaceutica Americana, riversò denaro e risorse per provare le proprietà anti-tumorali dell'albero di Graviola, rimanendo, scioccati dai risultati.
La Graviola ha dimostrato di essere un uccisore del cancro.
Ma è qui che purtroppo ha termine la storia Graviola.
La società ricercatrice, ha un problema enorme con la Graviola.
Questo albero è del tutto naturale, e quindi, ai sensi del diritto federale, non brevettabile.
Non c'è modo di fare profitti con la Graviola.
La stessa casa farmaceutica ha investito quindi quasi sette anni a cercare di sintetizzare due ingredienti della Graviola anti cancro. Ma non è stato possibile sintetizzare in alcun modo i principi attivi della Graviola contro il cancro. L'originale semplicemente non poteva essere replicato.
Non c'era modo con cui la società farmaceutica in questione avesse potuto proteggere i propri interessi, e riavere il denaro investito nella ricerca. Questa società farmaceutica abbandonò quindi il progetto e decise di non pubblicare i risultati della sua ricerca! Per fortuna, però, uno scienziato del team della ricerca sui benefici contro il cancro della Graviola portò alla luce quanto scoperto. Rischiando la sua carriera, contattò una società dedita alla raccolta delle piante medicinali della foresta pluviale amazzonica e denunciò la cosa.
Miracolo!
Quando la notizia venne alla luce, scatenò diverse turbolente polemiche.
Il National Cancer Institute ha eseguito la prima ricerca scientifica nel 1976. I risultati hanno dimostrato che le foglie e gli steli della Graviola sono stati trovati efficaci per attaccare e distruggere le cellule maligne.
Inspiegabilmente, i risultati sono stati pubblicati in un rapporto interno e mai rilasciato al pubblico.
Dal 1976, la Graviola ha dimostrato di essere un killer del cancro immensamente potente in 20 test di laboratorio indipendenti, ma nessuno studio randomizzato doppio cieco è mai stato avviato.
Uno studio pubblicato sul Journal of Natural Products, a seguito di un recente studio condotto presso l'Università Cattolica della Corea del Sud ha dichiarato che una sostanza della Graviola è in grado di uccidere selettivamente le cellule tumorali del colon con una potenza 10.000 superiore al farmaco chemioterapico comunemente usato come la Adriamicina.
La relazione dell'Università Cattolica della Corea del Sud è che la Graviola ha dimostrato di mirare selettivamente le cellule tumorali, lasciando intatte le cellule sane, a differenza della chemioterapia, che mira indiscriminatamente a tutte le cellule che attivamente si riproducono e che causa gli effetti collaterali spesso devastanti di nausea e perdita dei capelli nei pazienti oncologici.
Uno studio della Purdue University ha recentemente provato che le foglie della Graviola uccidono le cellule cancerogene tra sei linee di cellule umane e sono particolarmente efficaci contro i tumori della prostata, del pancreas e del polmone.
Tratto da un articolo di Juicing Vegetables e Rawforbeauty - Silvia Pepe, Smile Therapy / Fonte: inmodonaturale.blogspot.co.uk

tratto da:


Alcuni tipi di cancro (colon, seno, prostata,ecc) sconfitti da una miracolosa pianta dell’ Amazzonia di cui si è scoperto essere 10.000 volte più potente di alcuni farmaci chemioterapici


Da oggi il futuro del trattamento del cancro e le possibilità di sopravvivenza sembrano molto più promettenti che mai. Il merito va ad una pianta che cresce in Amazzonia, nelle foreste pluviali del sud America: la GRAVIOLA (annona muricata). Molto probabilmente fra non molto tempo potremo cambiare opinione sulle possibilità di sconfiggere il cancro. Dagli estratti di questa potente pianta potrà essere possibile:

  • Sconfiggere il cancro in tutta sicurezza con una terapia completamente naturale che non provoca nausea, perdita di peso e di capelli.
  • Proteggere il sistema immunitario ed evitare infezioni fatali.
  • Sentirsi più forti e sani durante tutto il corso del trattamento.
  • Aumentare la propria energia e migliorare l’aspettativa di vita.

Una grande e conosciuta industria farmaceutica statunitense per più di sette anni ha studiato e testato in laboratorio le proprietà della graviola. Non essendo riuscita a isolare e duplicare in una formula chimica brevettabile i due più potenti componenti della pianta e quindi non potendo trarre grandi profitti dalla vendita di un farmaco, l’azienda ha abbandonato il progetto evitando di rendere pubblico il risultato della ricerca. Siccome per legge non si possono brevettare le sostanze naturali (giustamente, la natura appartiene a tutti, non se ne possono brevettare le meraviglie), uno studio clinico che comporta investimenti per centinaia di migliaia o addirittura milioni di dollari deve avere poi un suo ritorno economico dalla vendita dei prodotti; nessuna casa farmaceutica condurrà mai degli studi su sostanze che poi chiunque potrebbe coltivare o raccogliere per preparare il proprio rimedio personale. 



Fortunatamente uno dei ricercatori di quella compagnia, pur condividendone gli obiettivi di profitto, non poteva accettare la decisione di nascondere al mondo questo unico killer del cancro. Fu così che ascoltando la sua coscienza e rischiando la carriera decise di contattare e informare la Raintree Nutrition, una compagnia statunitense che si dedica alla ricerca, al raccolto e alla riforestazione di piante ed erbe nell’Amazzonia. La sua presidente è riuscita a guarire da una rara forma di leucemia proprio grazie alle piante della foresta pluviale.

Durante le sue ricerche la Raintree Nutrution ha scoperto che anche il NATIONAL CANCER INSTITUTE (NCI) nel 1976 aveva già verificato che gli estratti di questa pianta erano in grado di attaccare e distruggere le cellule maligne del cancro. Questo studio era però stato archiviato come un rapporto interno e mai reso pubblico.

Nonostante queste proprietà siano state scoperte già nel 1976, non è mai stato condotto uno studio su esseri umani, quindi nessuna sperimentazione a doppio cieco e altri test per verificare il valore del trattamento tale da essere pubblicato sulle riviste mediche e quindi universalmente accettato come terapia. In ogni caso, la graviola ha dimostrato di poter distruggere le cellule del cancro in altri 20 studi di laboratorio. Il più recente, condotto dalla Catholic University of South Corea agli inizi del 2001, ha rivelato che due composti estratti dai semi della graviola hanno mostrato una “citotossicità selettiva comparabile all’Adramycin” (un farmaco comunemente usato nella chemioterapia)per le cellule del cancro al colon e al seno, lasciando contemporaneamente intatte le cellule sane, al contrario di quello che si verifica con la chemioterapia.

In un altro studio, pubblicato sul Journal of Natural Products, ha dimostrato che la graviola non è solo confrontabile con l’Adriamicina, ma la supera clamorosamente negli studi di laboratorio. Un composto della pianta ha distrutto selettivamente le cellule cancerose del colon con una potenza 10.000 (diecimila!) volte superiore a quella dell’Adriamicina.

Anche i ricercatori della Purdue University hanno riscontrato che gli estratti delle foglie di graviola hanno eliminato le cellule del cancro in almeno sei tipi di tumore e sono state particolarmente efficaci contro le cellule del cancro alla prostata e del pancreas (!). Secondo un altro studio, sempre della Purdue University, estratti di questa pianta hanno isolato e distrutto le cellule del cancro al polmone.

Quindi, le domande più ovvie saranno: perché sono stati condotti solo studi di laboratorio e non sono state diffuse notizie così incoraggianti? Per il motivo già accennato all’inizio: non essendoci la possibilità di profitti derivanti dalla vendita di un brevetto di un medicinale chimico, nessuna compagnia farmaceutica investirà enormi risorse finanziarie per uno studio appropriato. Purtroppo questa è una realtà comune a gran parte delle terapie naturali.

Incoraggiata da questi test di laboratorio, la Rain Tree Nutrition ha condotto ulteriori ricerche, anche con l’aiuto delle tribù dell’Amazzonia, per raccogliere e far riprodurre questa pianta. Oltre ad aver reso disponibile un preparato contenente la sola graviola, questa azienda ha sviluppato un prodotto chiamato N-TENSE che contiene il 50% di graviola ed il restante 50% una miscela di sei erbe con riconosciute proprietà anticancro: Bitter melon (Mormodica charantia), Esphinheira Santa (Maytenus illicifolia), Mullaca (Physalis angulata), Vassourinha (Scoparia dulcis), Mutamba (Guazuma ulmifolia), Cat’s Claw – Unghia di gatto (Uncaria tomentosa).

Purtroppo finora sono stati pochi i medici e pazienti negli USA (pochissimi in Europa) che hanno usato la graviola o il composto messo a punto dalla Rain Tree Nutrition per combattere il cancro. In ogni caso, secondo le testimonianze pervenute alla Rain Tree Nutrition e al distributore italiano, i primi risultati sembrano particolarmente incoraggianti. 

Mentre la gran parte delle ricerche sulla graviola sono focalizate sulle sue capacità anticancro, la pianta è usata da secoli dalla medicina popolare del Sud America per trattare un sorprendente numero di disturbi fra i quali:
ansia, ipertensione, influenza, tigna, scorbuto, malaria, eruzioni cutanee, nevralgia, dissenteria, artriti e reumatismi, palpitazioni, nervosismo, insonnia, diarrea, febbre, nausea, foruncoli, dispepsia, spasmi muscolari, ulcera.

Non ci sono dubbi che un ammalato di cancro dovrebbe poter conoscere tutte le opzioni di trattamento disponibili. La graviola potrebbe fornire l’aiuto necessario e forse determinante per sconfiggere la malattia, oltretutto, essendone stata riscontrata l’assoluta assenza di tossicità, senza sopportare i pesanti effetti collaterali provocati dai vari trattamenti farmacologici. 

Gentile concessione di Naturmedica.com





La graviola (annona muricata). 

L’annona Muricata, comunemente chiamata “Graviola”, è una pianta della foresta amazzonica che sembrerebbe possedere delle importanti proprietà antitumorali. L’uso del condizionale è d’obbligo, in quanto, malgrado diversi studi di laboratorio abbiano evidenziato tali proprietà, non è mai stato condotto uno studio sugli esseri umani che ne comprovasse l’efficacia.

Di seguito viene riportato uno dei tanti testi che si trovano su internet sull’argomento: “Da oggi il futuro del trattamento del cancro e le possibilità di sopravvivenza sembrano molto più promettenti che mai. Il merito va ad una pianta che cresce in Amazzonia, nelle foreste pluviali del sud America: la GRAVIOLA (annona muricata). Molto probabilmente fra non molto tempo potremo cambiare opinione sulle possibilità di sconfiggere il cancro. Dagli estratti di questa potente pianta potrà essere possibile:

* Sconfiggere il cancro in tutta sicurezza con una terapia completamente 
..naturale che non provoca nausea, perdita di peso e di capelli.

* Proteggere il sistema immunitario ed evitare infezioni fatali.

* Sentirsi più forti e sani durante tutto il corso del trattamento.

* Aumentare la propria energia e migliorare l’aspettativa di vita.

Una grande e conosciuta industria farmaceutica statunitense per più di sette anni ha studiato e testato in laboratorio le proprietà della graviola. Non essendo riuscita a isolare e duplicare in una formula chimica brevettabile i due più potenti componenti della pianta e quindi non potendo trarre grandi profitti dalla vendita di un farmaco, l’azienda ha abbandonato il progetto evitando di rendere pubblico il risultato della ricerca. Siccome per legge non si possono brevettare le sostanze naturali (giustamente, la natura appartiene a tutti, non se ne possono brevettare le meraviglie), uno studio clinico che comporta investimenti per centinaia di migliaia o addirittura milioni di dollari deve avere poi un suo ritorno economico dalla vendita dei prodotti; nessuna casa farmaceutica condurrà mai degli studi su sostanze che poi chiunque potrebbe coltivare o raccogliere per preparare il proprio rimedio personale. Fortunatamente uno dei ricercatori di quella compagnia, pur condividendone gli obiettivi di profitto, non poteva accettare la decisione di nascondere al mondo questo unico killer del cancro.

Fu così che ascoltando la sua coscienza e rischiando la carriera decise di contattare e informare la Raintree Nutrition, una compagnia statunitense che si dedica alla ricerca, al raccolto e alla riforestazione di piante ed erbe nell’Amazzonia. La sua presidente è riuscita a guarire da una rara forma di leucemia proprio grazie alle piante della foresta pluviale.

Durante le sue ricerche la Raintree Nutrution ha scoperto che anche il NATIONAL CANCER INSTITUTE (NCI) nel 1976 aveva già verificato che gli estratti di questa pianta erano in grado di attaccare e distruggere le cellule maligne del cancro. Questo studio era però stato archiviato come un rapporto interno e mai reso pubblico.

Nonostante queste proprietà siano state scoperte già nel 1976, non è mai stato condotto uno studio su esseri umani, quindi nessuna sperimentazione a doppio cieco e altri test per verificare il valore del trattamento tale da essere pubblicato sulle riviste mediche e quindi universalmente accettato come terapia. In ogni caso, la graviola ha dimostrato di poter distruggere le cellule del cancro in altri 20 studi di laboratorio. Il più recente, condotto dalla Catholic University of South Corea agli inizi del 2001, ha rivelato che due composti estratti dai semi della graviola hanno mostrato una “citotossicità selettiva comparabile all’Adramycin” (un farmaco comunemente usato nella chemioterapia) per le cellule del cancro al colon e al seno, lasciando contemporaneamente intatte le cellule sane, al contrario di quello che si verifica con la chemioterapia.

In un altro studio, pubblicato sul Journal of Natural Products, ha dimostrato che la graviola non è solo confrontabile con l’Adriamicina, ma la supera clamorosamente negli studi di laboratorio. Un composto della pianta ha distrutto selettivamente le cellule cancerose del colon con una potenza 10.000 (diecimila!) volte superiore a quella dell’Adriamicina.

Anche i ricercatori della Purdue University hanno riscontrato che gli estratti delle foglie di graviola hanno eliminato le cellule del cancro in almeno sei tipi di tumore e sono state particolarmente efficaci contro le cellule del cancro alla prostata e del pancreas (!). Secondo un altro studio, sempre della Purdue University, estratti di questa pianta hanno isolato e distrutto le cellule del cancro al polmone.

Quindi, le domande più ovvie saranno: perché sono stati condotti solo studi di laboratorio e non sono state diffuse notizie così incoraggianti? Per il motivo già accennato all’inizio: non essendoci la possibilità di profitti derivanti dalla vendita di un brevetto di un medicinale chimico, nessuna compagnia farmaceutica investirà enormi risorse finanziarie per uno studio appropriato. Purtroppo questa è una realtà comune a gran parte delle terapie naturali. Incoraggiata da questi test di laboratorio, la Rain Tree Nutrition ha condotto ulteriori ricerche, anche con l’aiuto delle tribù dell’Amazzonia, per raccogliere e far riprodurre questa pianta. Oltre ad aver reso disponibile un preparato contenente la sola graviola, questa azienda ha sviluppato un prodotto chiamato N-TENSE che contiene il 50% di graviola ed il restante 50% una miscela di sei erbe con riconosciute proprietà anticancro: Bitter melon (Mormodica charantia), Esphinheira Santa (Maytenus illicifolia), Mullaca (Physalis angulata), Vassourinha (Scoparia dulcis), Mutamba (Guazuma ulmifolia), Cat’s Claw – Unghia di gatto (Uncaria tomentosa).

Purtroppo finora sono stati pochi i medici e pazienti negli USA (pochissimi in Europa) che hanno usato la graviola o il composto messo a punto dalla Rain Tree Nutrition per combattere il cancro. In ogni caso, secondo le testimonianze pervenute alla Rain Tree Nutrition e al distributore italiano, i primi risultati sembrano particolarmente incoraggianti.

Mentre la gran parte delle ricerche sulla graviola sono focalizate sulle sue capacità anticancro, la pianta è usata da secoli dalla medicina popolare del Sud America per trattare un sorprendente numero di disturbi fra i quali: ansia, ipertensione, influenza, tigna, scorbuto, malaria, eruzioni cutanee, nevralgia, dissenteria, artriti e reumatismi, palpitazioni, nervosismo, insonnia, diarrea, febbre, nausea, foruncoli, dispepsia, spasmi muscolari, ulcera.

Non ci sono dubbi che un ammalato di cancro dovrebbe poter conoscere tutte le opzioni di trattamento disponibili. La graviola potrebbe fornire l’aiuto necessario e forse determinante per sconfiggere la malattia, oltretutto, essendone stata riscontrata l’assoluta assenza di tossicità, senza sopportare i pesanti effetti collaterali provocati dai vari trattamenti farmacologici.”
Leggendo questi testi si rimane senza parole. Ma è davvero possibile che una sostanza che potrebbe possedere delle proprietà antitumorali così forti non venga adeguatamente testata in una sperimentazione clinica per mancanza di interessi economici ? A pensarci bene è comprensibile che non ci sia una casa farmaceutica disposta a investire tanti soldi su un prodotto non brevettabile, in quanto per un’azienda privata ogni investimento economico importante deve comportare un relativo ritorno economico. Tuttavia la salute non dovrebbe essere considerato un bene privato. È possibile che la “salute pubblica” resti indifferente di fronte ad una possibilità di questo tipo ? Ovviamente qualsiasi malato oncologico troverebbe enorme difficoltà ad accettare l’idea di assumere una sostanza non adeguatamente testata, in quanto non sufficientemente rassicurato sull’efficacia né sugli eventuali effetti collaterali.
Questa è l’unica terapia citata in questa raccolta non testata sull’uomo, per la quale non è possibile garantire l’assenza di tossicità. Pertanto per chi volesse maggiori informazioni, o per richieste di spedizioni, può rivolgersi all’esclusivista per l’Italia:
“Naturvitae”

e-mail: info@naturvitae.com

via Pacinotti 18 - Monfalcone

tel. 0481/414013

fax 0481/794350 



tratto da:

http://www.curealternativetumori.it/





La graviola 
La graviola è una pianta dalle proprietà molteplici e meravigliose.
Secondo le ultime informazioni pubblicate, la graviola è stata studiata in test di laboratorio  fiin dal 1970, ed è stato dimostrato che:
- E' efficace nel colpire e uccidere le cellule maligne in 12 differenti tipi di cancro, tra cui colon, mammella, prostata, polmone e il cancro del pancreas.
- E' 10.000 volte più potente nell'uccidere le cellule del cancro al colon rispetto all' Adriamicina (un farmaco comunemente usato per uso chemioterapico).
 - Selettivamente abbatte ed uccide le cellule cancerogene senza danneggiare le cellule sane, a differenza della chemioterapia.
La graviola è un piccolo albero sempreverde che cresce verticalmente fino a 5 a 6 metri di altezza, con grandi foglie verde scuro e lucide.
E 'indigena alla maggior parte delle più calde zone tropicali del sud e nord America tra cui il Rio delle Amazzoni. Produce un frutto commestibile a forma di cuore, grande da 15  a 22cm, di colore giallo verde, con polpa bianca. Il frutto è venduto nei mercati locali nei tropici, dove è chiamato Guanabana o brasiliano Cherimolia ed è eccellente per la preparazione di bevande e sorbetti e, nonostante sia leggermente aspro-acido, può essere mangiato direttamente.
Tutte le parti della graviola sono usate in medicina naturale ai tropici compresa la corteccia, le foglie, le radici, frutta e semi di frutta. Diverse proprietà e usi sono attribuiti alle diverse parti dell'albero. In genere, il frutto ed il succo sono utilizzati per vermi e parassiti, per diminuire la febbre, per aumentare il latte materno dopo il parto (lattogogo) e come astringente per diarrea e dissenteria. I semi triturati sono usati come vermifugo e antielmintico contro parassiti interni ed esterni e vermi. Le foglie, la corteccia e le radici sono considerati sedativi, antispasmodici, ipotensivi e nervini, per tali fini si prepara un tè.
La graviola ha una lunga e ricca storia di utilizzo nella medicina erboristica come pure un uso a lungo registrato da parte degli indigeni. Nelle Ande peruviane, il tè dalle foglie è usato per catarro e i semi schiacciati sono utilizzati per uccidere i parassiti, le radici, corteccia e le foglie Graviola1sono utilizzate per il diabete e come sedativo e antispasmodico. Tribù indigene della Guyana utilizzano una foglia e / o tè di corteccia come sedativo e tonico cardiaco. In Brasile il tè dalle foglie è usato per problemi al fegato e l'olio delle foglie e del frutto acerbo è mescolato con olio d'oliva e usato esternamente per nevralgie, reumatismi e dolore da artrite. In Giamaica, Haiti e Indie Occidentali, il frutto e / o succo di frutta sono usati per febbre, parassiti, come lattogogo, e contro la diarrea. La corteccia o le foglie sono usate come antispasmodico, sedativo e nervino per problemi cardiaci, tosse , influenza, parto difficile, asma, astenia, ipertensione e parassiti.
Molti composti bioattivi e fitochimici sono stati trovati nella Graviola, gli scienziati hanno studiato le sue proprietà fin dal 1940. Molti degli usi nella medicina naturale sono stati confermati da questa ricerca scientifica. I primi studi sono stati tra il 1941 e il 1962. Diversi studi di diversi ricercatori hanno dimostrato che sia la corteccia che le foglie hanno attività ipotensive, antispasmodiche, vasodilatatore, rilassanti dei muscoli lisci e cardio negli animali. Alcuni ricercatori hanno confermato le proprietà ipotensive della foglia di graviola nei ratti nel 1991. Diversi studi nel corso degli anni hanno dimostrato che estratti di foglie, corteccia, radici, semi e fusto e possono agire come antibatterico in vitro contro numerosi agenti patogeni, mentre la corteccia ha proprietà antifungine. I semi della Graviola hanno dimostrato proprietà attive antiparassitarie in uno studio del 1991, e un estratto delle foglie ha mostrato di essere attivo contro la malaria in altri due studi nel 1990 e nel 1993. Le foglie, radici e semi di Graviola hanno dimostrato una forte  in uno studio dell'inizio del 1940. In un nuovo studio clinico del 1997,  sono stati trovati nuovi alcaloidi nel frutto di graviola, con effetti antidepressivi sugli animali.
In un programma di screening 1976 dell'impianto da parte del National Cancer Institute, le foglie e lo stelo della graviola hanno mostrato citotossicità attiva contro le cellule tumorali ed i ricercatori hanno proseguito questa ricerca fin da allora. Gran parte della ricerca sulla graviola si concentra su un insieme di sostanze fitochimiche chiamate acetogenine annonacee. La proprietà antifeedant antitumorale potente, anti pesticidi e / o insetti di queste acetogenine annonacee sono state segnalate e brevettate. La graviola produce questi composti naturali nei tessuti delle foglie, corteccia e stelo.
Modalità di studio diverse, portate avanti in tre diversi laboratori hanno di recente stabilito che le acetogenine sono inibitrici superbe del complesso I mitocondriale, in sistemi di trasporto di elettroni di diversi cellule, comprese quelle tumorali. La ricerca sulle specie diverse di piante Annona ha individuato molte acetogenine estremamente potenti. Molte di loro hanno citotossicità con valori di ED50 a partire da 10-9 ug/ml. I composti attivi di graviola e altre piante annona sono stati sottoposti a schermo NIH anti-AIDS dalla Purdue University, il cui lavoro continua con una serie di altre specie vegetali attive nella famiglia di piante Annona. Finora, Purdue e il suo personale hanno presentato almeno 9 brevetti internazionali e /o degli Stati Uniti, per il loro lavoro isulle le proprietà antitumorali, insetticide ed altri usi di queste acetogenine.
Tre gruppi di ricerca hanno isolato nuovi composti nei semi e le foglie di graviola che hanno dimostrato una tossicità anti-tumorale, anticancro e selettiva contro vari tipi di cellule tumorali. Sono stati pubblicati 8 studi clinici sulle loro scoperte. Uno studio ha dimostrato che un acetogenina della graviola è selettivamente citotossica per le cellule di adenocarcinoma del colon in cui era 10.000 volte più potente dell' adriamicina (un farmaco chemioterapico). La ricerca sulle qualità anticancerogene della graviola è ancora in corso. Quattro nuovi studi sono stati pubblicati nel 1998, che restringono ulteriormente gli specifici fitochimici che stanno dimostrando le più potenti proprietà anticancro e antivirali.
Le acetogenine annonacee si trovano solo nella famiglia delle Annonaceae. In generale, le acetogenine annonacee sono state documentate come antitumorali, antiparassitarie, pesticide, antiprotozoari, antifeedant, antielmintiche, e antimicrobiche. C'è stato molto interesse per le sostanze chimiche che hanno dimostrato potenti proprietà antitumorali e di diversi gruppi di ricerca stanno cercando di sintetizzare queste sostanze chimiche per nuovi farmaci chemioterapici. In una revisione di queste sostanze chimiche naturali del "The Journal of Natural Products", nel 1999, ha osservato: "Le acetogenine annonacee sono nuove promettenti agenti antitumorali e pesticidi che si trovano solo nella famiglia di piante Annonaceae. Chimicamente, sono derivati di acidi grassi a catena lunga. Biologicamente, esibiscono loro bioattività potenti attraverso esaurimento dei livelli di ATP, inibendo il complesso I dei mitocondri e inibendo la NADH ossidasi della membrana plasmatica delle cellule tumorali. Così contrastano i meccanismi di resistenza ATP. "
Un'altra recensione nella relazione scientifica Skaggs 1997-1998 dichiara: "le acetogenine annonacee, in particolare quelle con anelli adiacenti di bis-tetraidrofurano (THF), hanno effetti notevolmente citotossici, antitumorali, antimalarici, anti-immunosoppressori , pesticidi, e antifeedant. Molti di questi derivati di acidi grassi hanno degli scheletri di carbonio simili, la loro marcata diversità proviene principalmente dalla configurazione relativa e assoluta delle loro varie funzioni degli stereogenici dell'ossigeno".
La Purdue University ha condotto una grande quantità di ricerche sulle acetogenine annonacee, gran parte della quale è stata finanziata dal National Cancer Institute e  dall'Istituto Superiore di Sanità. In una delle loro recensioni intitolata "Recenti scoperte sulle acetogenine annonacee", essi affermano: "le acetogenine annonacee sono sostanze cerose costituite da C32 o C34 acidi grassi a catena lunga che sono state combinate con un 2-propanolo unità a C-2 per formare un lattone. Essi si trovano solo in diversi generi della famiglia di piante, Annonaceae. Le loro bioattività diverse come antitumorali, immunosoppressive, pesticide, antiprotozoari, agenti antifeedant, antielmintiche, e antimicrobiche, hanno suscitato in tutto il mondo sempre più interesse. Recentemente, abbiamo riportato che le acetogenine annonacee possono inibire selettivamente la crescita di cellule cancerose e anche inibire la crescita di cellule tumorali resistenti all'adriamicina. Man mano che isolavamo più acetogenine e conducevamo test di citotossicità aggiuntivi, abbiamo notato che, sebbene la maggior parte delle acetogenine hanno alte potenze tra diverse linee di cellule tumorali solide umane, alcuni dei derivati all'interno dei diversi tipi strutturali e alcuni isomeri posizionali mostrato selettività notevole e tra linee cellulari determinate. Ad esempio, contro il cancro alla prostata (PC-3). Ora bisogna comprendere le modalità principali di azione per le acetogenine. Essi sono potenti inibitori di NADH:. ubichinone ossidoriduttasi, che è un enzima essenziale nel complesso I che porta alla fosforilazione ossidativa nei mitocondri Un recente rapporto ha mostrato che agiscono direttamente sul ubichinone-sito catalitico (s) all'interno del complesso I e sulla glucosio deidrogenasi microbica. Inibiscono anche ossidasi NADH legata all'ubichinone, che è propria delle membrane plasmatiche delle cellule cancerose ".
Nel 1997, la Purdue University ha pubblicato informazioni con notizie promettenti che molte delle acetogenine Annona "non solo sono efficaci nell'uccidere i tumori che si sono dimostrati resistenti ad agenti anti-cancro, ma sembrano anche avere una particolare affinità per tali cellule resistenti". In diverse interviste dopo che queste informazioni sono state pubblicizzate, Ilfarmacologo, Dr. Jerry McLaughlin, il principale ricercatore nella maggior parte degli studi della Purdue in materia, dice che le cellule tumorali che sopravvivono alla chemioterapia possono sviluppare una resistenza all'agente originariamente utilizzato contro di loro ed anche ad altre sostanze non correlate. "Il termine resistenza multipla ai farmaci (MDR) è stato applicato a questo fenomeno", dice McLaughlin. Egli spiega che tale resistenza si sviluppa in una piccola percentuale di cellule cancerose quando sviluppano una "pompa P-glicoproteina mediata" in grado di spingere agenti anti-cancro fuori dalla cella prima di poterlo uccidere. Cellule normali sviluppano raramente tale pompa.
Questa la dichiarazione di McLaughlin: "Se avere questa pompa fosse stato un buon affare, tutte le cellule l'avrebbero. Ma non tutte le cellule ce l'hanno. In una data popolazione di cellule tumorali in una persona, forse solo il 2% posseggono questa pompa. Ma è quei 2%  che alla fine crescono e si espandono per creare tumori farmaco-resistenti." McLaughlin ei suoi colleghi dicono che alcuni studi hanno tentato di bypassare queste pompe tenendoli occupati con dosi massicce di altri farmaci, come il verapamil agente della pressione arteriosa. In questo modo, si sperava che alcuni dei farmaci anti-cancro sarebbe entrare nella cellula e distruggerla. Ma questo ha solo causato effetti collaterali potenzialmente mortali come la perdita di pressione del sangue.
Nel numero di giugno del Cancer Letters, i ricercatori della Purdue hanno riferito che l'acetogenina bullatacin, uccide preferenzialmente più cellule tumorali resistenti ai farmaci perché blocca la produzione di adenosina trifosfato, ATP, il principale composto per lo scambio di energia nel corpo. "Una cellula multi-resistente ai farmaci ha bisogno di un'enorme quantità di energia per far funzionare la pompa e quindi estrudere cose", dice McLaughlin. "Inibendo la produzione di ATP, stiamo sostanzialmente staccando la spina dalla sua fonte di energia." Ma per quanto riguarda l'effetto sulla ATP nelle cellule normali? "Le cellule normali e cellule tumorali standard possono essere in grado di ridurre al minimo l'effetto di questo composto, perché esse non utilizzano le grandi quantità di energia necessarie al funzionamento della pompa", dice il ricercatore della Purdue. "La cellula resistente utilizza la sua energia extra per questa pompa e per crescere, così è veramente tassata energeticamente. Quando si scherza con la fornitura di energia, si uccide la cellula."
Nel numero di giugno del Journal of Medicinal Chemistry, McLaughlin ed i suoi colleghi hanno descritto uno studio su 14 composti di annonacee che sembrano essere potenti bloccanti ATP. "Questo studio ci dice come massimizzare questa attività, così abbiamo un'idea abbastanza buona di quali composti vorremmo provare negli animali con tumori resistenti ai farmaci", dice.
Mentre le ultime ricerche sulla graviola si sono concentrate sulla lotta contro il cancro, è interessante notare che gli uomini di medicina del Sud America hanno usato per secoli per il trattamento di un numero impressionante di disturbi.
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1 commento:

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