Hospice Nicola Falde. Santa Maria Capua Vetere

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Hospice Nicola Falde. Primo Piano. Nei giardini che nessuno sa

giovedì 1 maggio 2014

L'artemisia annua. Una pianta da scoprire.

In questo post raccogliamo una serie di articoli su una pianta ancora da sperimentare, l'Artemisia Annua. La pianta si trova in erboristeria ed è possibile farci delle ottime tisane.


di Eleonora Lorusso
Sarebbe in grado di distruggere il 98% delle cellule tumorali in pochissime ore, solo 16. Si chiama Artemisia Annua ed è stata rinominata "erba magica" proprio per questo suo presunto "potere". A sostenere l'efficacia delle cure a base di questa erba di origine cinese sono soprattutto alcuni medici dell'Università della California che, come riporta la rivista Spirit Science and Metaphysic , hanno condotto studi che "mostrano che l'artemisina ferma il fattore di trascrizione 'E2F1' e interviene nelladistruzione delle cellule tumorali del polmone, il che significa che controlla la crescita e la riproduzione delle cellule del cancro".
Per il dottor Len Saputo si tratta addirittura di una cancer smart bomb, una bomba intelligente contro il cancro: l'artemisia, infatti, si sarebbe rivelata efficace nella distruzione del 75% delle cellule tumorali resistenti alle radiazioni, nel cancro al seno, ovvero dove un'elevata propensione ad accumulo di ferro, in sole 8 ore, balzate fino al 100% dopo soltanto 24 ore.
Ma questa "erba magica" è davvero così efficace?
"Si tratta di studi interessanti e che hanno un fondamento" spiega a Panorama.it  Marco Pierotti, direttore scientifico dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano . "Anche se a prima vista si potrebbe pensare ad una di quelle notizie da lasciar perdere, esistono studi in proposito fin dal 2001, mentre quello più recente risale al 2011, quando sono stati condotti esperimenti in vitro".
Come funziona l'Artemisia Annua?
Questa erba era usata nella medicina cinese, poi venne dimenticata per un lungo periodo, fino a quando negli anni '70 si ritrovarono manoscritti che ne indicavano l'uso come antimalarico. Diciamo che può dare degli effetti positivi là dove c'è un'alta concentrazione di ferro, situazione che si verifica in alcuni tipi di tumore (non tutti, però), per garantire la rapida riproduzione delle cellule tumorali, sulle quali questa erba risulta "tossica". Insomma, non si tratta di una sorta veleno di scorpione...
Insomma, non è proprio una "bufala", ma cosa dicono gli studi in proposito?
L'ultimo lavoro, come accennato, risale al 2011 quando una company, che detiene un "mezzo brevetto", ha creato in laboratorio una molecola sintetica che riproduce gli effetti dell'erba. Al momento dunque esistono dati sperimentali in vitro, ma perché si possa davvero usare il principio alla base dell'azione dell'Artemisia Annua ci vorranno ancora diversi passaggi, dalle procedure su animali fino alle sperimentazioni cliniche. Insomma, occorrono ancora anni.
Cosa bisogna pensare allora della notizia dell'efficacia di questa erba?
L'atteggiamento corretto è partire dal presupposto che il cancro è una malattia complicata, dovuta alla complessità del nostro organismo e al fatto che la vita media si è allungata. Dunque non bisogna assumere un atteggiamento di chiusura verso eventuali cure non convenzionali, purché queste siano razionali e rispettino la metodologia della comunità scientifica. Il caso Stamina, ad esempio, dimostra che forse i 3 milioni di euro destinati alla sperimentazione sono stati tolti ad un'altra cura con la quale si potevano salvare delle vite.
Dunque non resta che aspettare?

Esatto, non resta che aspettare, perché la cura con l'erba Artemisia non è al momento una cura disponibile: possiamo considerarlo come un farmaco in via di sviluppo, una goccia di speranza, dal momento che ogni giorno in Italia si diagnosticano mille casi di cancro.


Artemisia annua agente anticancro
Utilizzando una varietà resistente alle radiazioni delle cellule del cancro al seno (che aveva anche una elevata propensione per l'accumulo di ferro) l'artemisinina si è dimostrata avere un tasso di uccisione del cancro del 75% dopo appena 8 ore, e uno del quasi 100% dopo appena 24 ore.
nvironmental News Network:Una pillola atossica potrebbe essere presa dai pazienti e dalle paziente per combattere ilcancro al seno e la leucemia.  

Suona come una fantasia, ma questo trattamento sta diventando realtà grazie ad un team della University of Washington,che ha condotto ricerche su un antico rimedio cinese per la malaria. 

Il prof. Henry Lai e il suo assistente prof. Narendra Singh hanno sondato le proprietà chimiche di un derivato dell'artemisia per la cura al cancro al seno. E i risultati sono stati sorprendenti.
"Non appare solo efficace, ma anche molto selettivo," ha detto Lai. "E' altamente tossico per le cellule cancerose ma ha un impatto marginale sulle normali cellule del seno."

L'uso dell'amara artemisia, non è nulla di nuovo. Usata per secoli per liberare il corpo dai vermi, è anche un ingrediente dell'assenzio, una bevanda alcolica, vietata in molti Paesi. Anche l'Artemisinina, il composto trovato da Lai e Singh per combattere il cancro, non è nulla di nuovo. Era estratto dalla Artemisia annua L., millenni fa, dai Cinesi che la usavano per combattere la malaria. Questo trattamento si perse poi nel tempo ma riscoperto negli scavi archeologici del 1970 che portarono alla luce ricette di antichi rimedi medici.

Ampiamente usato ora in Asia e Africa per combattere la malaria, l'artemisinina reagisce alle alte concentrazioni di ferro contenute nel parassita della malaria.

Quando l'artemisinina entra in contatto con il ferro, ne deriva una reazione chimica che depone atomi caricati, ciò che i chimici chiamano radicali liberi, che attaccano le membrane cellulari, smembrandole e ammazzando il parassita della singola cellula.

Intorno al 1994, Lai iniziò ad ipotizzare che il processo potesse funzionare anche con il cancro.
" Le cellule cancerose hanno bisogno di molto ferro per replicare il DNA quando si dividono"Ha spiegato Lai. "Come risultato, le cellule cancerogene hanno una maggior concentrazione di ferro, delle cellule normali. Quando cominciammo a comprendere come funzionava l'artemisinina, cominciai a chiedermi se potevamo usare quella conoscenza per intervenire sulle cellule cancerose".

Lai inventò un metodo potenziale per iniziare a cercare finanziamenti, ottenendo una sovvenzione dalBreast Cancer Fund in San Francisco. Nel frattempo L'università di Washington brevettò la sua idea. 
L'idea fondamentale - affermano Lai e Singh- era di "gonfiare" le cellule cancerogene con il massimo di concentrazione di ferro, quindi introdurre artemisinina per uccidere, in modo selezionato, il cancro. Nello studio in questione, dopo 8 ore erano rimaste solo il 25% di cellule cancerogene. Ma dopo 16 ore quasi tutte le cellule erano morte.

Uno studio precedente, che riguardava la leucemia produsse risultati ancora più impressionanti: le cellule cancerogene furono eliminate in 8 ore. Una spiegazione potrebbe essere quella del livello di ferro nelle cellule della leucemia, che "hanno la concentrazione più alta di ferro di tutte le cellule cancerogene", spiegò Lai. "Le cellule di leucemia hanno più di 1000 volte la concentrazione di ferro delle cellule normali.

Il passaggio successivo, secondo Lai, è quello di testare sugli animali malati. Uno studio precedente fu fatto su un cane con un cancro alle ossa, così grave che non poteva nemmeno camminare: guarì in 5 giorni dal trattamento. Ma certo serve una campionatura più rigorosa.

Altre note interessanti sul tema:
-
 molti tipi di cancro, anche se non causati da infezioni parassitarie, possono generarsi in persone che sono piene di parassiti, questa è una teoria resa famosa dalla dr.sa Hulda Clark

-nella comunità olistica, i tumori sono spesso considerati come magazzini di deposito di materiali trovati in eccesso nel corpo, ossia residui metabolici, oppure tossine, organismi infetti e sostanze inorganiche che il corpo non può usare. Sebbene alcuen di queste teorie non siano state esaminate in profondità dalla scienza convenzionale, c'è un considerevole accordo sul fatto che i pazienti malati di cancro non lo combatteranno finchè non avranno risolto le infezioni.

Questo fatto rende l'artemisia ancora più interessante per le sue proprietà antibiotiche e la rende ancor più specifica per i cancri che hanno una componente infettiva o parassitaria.





La mia artemisia salverà i poveri del mondo
DAL NOSTRO INVIATO PECHINO - I Vietcong stavano perdendo più soldati per colpa della malaria che dei nemici americani. La classica clorochina cominciava a non funzionare più e il Presidente nordvietnamita Ho Chi Minh si decise a chiedere un aiuto al suo alleato Mao Zedong: forse la medicina orientale poteva trovare una soluzione. «Conoscevo molti rimedi dell' antica farmacopea cinese compreso il qinghao, citato in alcuni scritti già nel 168 avanti Cristo, poi menzionato in un libro dell' alchimista Ge Hong nel 340 dopo Cristo e adottato nel 1956 da un famoso naturopata di nome Li Shizhen come antidoto contro "febbre e brividi"». A parlare oggi è la settantasettenne dottoressa Tu Youyou: all' epoca della Guerra del Vietnam lavorava come ricercatrice all' Accademia della medicina tradizionale cinese di Pechino. Nel 1969, il progetto top secret 523 (dove il 5 indica il mese di maggio e il 23 il giorno della data del suo inizio), uno dei pochi sopravvissuti, per la sua importanza, alla furia delle Guardie Rosse, era finito nelle sue mani. Fino a quel momento se n' erano occupati i militari. Tre anni dopo la dottoressa Tu, con alle spalle una laurea in farmacia della Peking University e un' esperienza di medicina occidentale e orientale insieme, avrebbe scoperto il farmaco antimalarico oggi più usato al mondo: l' artemisinina (qinghaosu in cinese) contenuta nell' antico qinghao, la pianta dell' Artemisia annua. Una pianta che cresce abbondante sulle montagne di Wuling, centro-sud della Cina. «La vera scoperta però - ci racconta la dottoressa Tu - fu il sistema di preparazione. La ricetta diceva: fare un infuso con una manciata di qinghao in due litri di acqua, spremere il succo e bere. Ecco, il trucco sta nello "spremere", altrimenti non si ricava la sostanza capace di uccidere il Plasmodio della malaria». Non era stato facile isolare il principio attivo dalla pianta o meglio, dalle foglie dove si concentra in massima parte: la dottoressa Tu ci è riuscita, dopo diversi tentativi, nel 1972. Un anno dopo l' artemisinina veniva provata sui pazienti (3mila in tutto) con buoni risultati anche nelle forme resistenti alla clorochina. «Facevamo esperimenti sull' isola di Heinan, nel Sud della Cina - ricorda la dottoressa Tu -. Andavo là, lasciando a mia suocera i due figli piccoli. Mio marito, ingegnere, era finito all' epoca in un campo di rieducazione». Negli anni successivi la dottoressa Tu aveva trovato due derivati dell' artemisinina, l' artesunato, solubile in acqua, e l' artemether, liposolubile. Tutti efficaci sugli schizonti, le forme del parassita che circolano nel sangue. Ma il riconscimento delle sue scoperte non avvenne subito. Anzi. Ancora oggi pochi riconoscono i meriti della dottoressa Tu, nonostante abbia ricevuto numerosi premi da istituzioni cinesi e straniere, come l' Albert Einstein World Science Prize, e nonostante alcuni ricercatori occidentali pensino che possa essere una candidata al Nobel. Quando il lavoro della dottoressa Tu comparve per la prima volta in lingua inglese sul Chinese Medical Journal nel 1979, il professor Nicholas White direttore del Wellcome' s South East Asia Research Unit disse: «Leggo la descrizione di un nuovo composto contro la malaria e dei test in vivo, nei roditori e nell' uomo, su sottili fogli di carta gialla in un inglese approssimativo. Il tutto è contenuto in cinque pagine quando una compagnia farmaceutica occidentale avrebbe speso 300 milioni di dollari e pubblicato un documento alto come un mattone». Gli esperti occidentali hanno ignorato per anni la scoperta fino a quando una multinazionale farmaceutica, la Novartis, non ha cominciato a produrre il farmaco. Anche l' Organizzazione mondiale della sanità aveva guardato a questa sostanza con molto scettiscismo non credendo che una pianta cinese potesse produrre un antimalarico efficace. Poi ha dovuto tornare sui suoi passi e dal 2001 lo raccomanda, in associazione con la lumefantrina per evitare la comparsa di resistenze, come terapia d' elezione per gli attacchi malarici in tutto il mondo e soprattutto nelle zone di resistenza alle terapie classiche, come in Africa. «L' artemisinina è stato il primo nuovo farmaco scoperto in Cina dopo la Rivoluzione Culturale» ricorda la dottoressa Tu, ma non dice che mentre l' Occidente ignorava la sua scoperta, il farmaco, prodotto all' epoca in Cina, salvava migliaia di vite nel Sud-Est asiatico. «Adesso so che il mio farmaco - continua - può essere d' aiuto soprattutto ai Paesi poveri». La signora dell' artemisia non ha smesso di lavorare: è professore all' Istituto della Medicina tradizionale cinese all' Accademia Cinese di medicina tradizionale e sta studiando le potenzialità anti-cancro dell' artemisinina, soprattutto nel tumore al seno. Un effetto su cui si sono concentrati anche ricercatori americani dell' Università di Washington. Questa volta l' Occidente non ha aspettato. 
Adriana Bazzi
Tratto da:

Per la preparazione e l'uso dell'artemisia nella malaria vedi questo link:



L'Artemisinina

dal sito dell'Artoi
Nel panorama della ricerca delle terapie integrate non possono certo mancare le novità in campo fitoterapico per l’uso di sostanze in grado di aumentare le prospettive dei pazienti oncologici.
Una novità di questi ultimi anni è una molecola, l’artemisinina principio attivo estratto dalla pianta, Artemisia annua; è un lattone sesquiterpene altamente ossigenato, contenente un unico 1,2,4-triossano struttura ad anello; questo prodotto naturale è impiegato nella lotta alla malaria e pertanto rientra nella categoria degli antimalarici.
Ha una tossicità relativamente bassa negli esseri umani, anche se sono stati riportati effetti indesiderati anche di notevole entità soprattutto legati alla somministrazione prolungata con difetti di escrezione (viene infatti sottolineto le attuali conoscenze sulla neurotossicità, embriotossicità, genotossicità, emato- immunotossicità, cardiotossicità, nefrotossicità, e reazioni allergiche) ed è attivato da eme e / o ferro intracellulare che porta alla formazione di radicali liberi intracellulari.
La sua azione molto potente è legata alla struttura chimica che lega il ferro intracellulare. Il meccanismo d’azione, diverso dagli altri antimalarici, lo rende un farmaco privo di farmaco-resistenza.
Esistono inoltre derivati, la di-idro-artemisina, l’artemetere, l’artesunato, che hanno una diversa via di somministrazione (orale, intramuscolo, endovenosa).
L’Artemisinina e i suoi derivati stanno riscuotendo molto interesse nel campo della ricerca per la loro capacità di eliminare selettivamente le cellule tumorali. È interessante notare che i dimeri dell’artemisinina hanno mostrato attività anti-cancro più potente diella forma monomerica.
La captazione del ferro intracellulare è regolata dal recettore di transferrina (TfR), e l’attività di artemisinina dipende dalla disponibilità di ferro.
I ricercatori hanno visto che all’Artemisinina, liberando radicali liberi, colpisce selettivamente le cellule contenenti eccessive quantità di ferro (le cellule tumorali ne contengono molto più della media) portandole all’eliminazione.
L’ Artemisinina contiene una porzione endoperossidasica che può reagire con il ferro per formare radicali liberi citotossici.
Le cellule tumorali contengono significativamente più ferro libero intracellulare delle cellule normali ed è stato dimostrato che artemisinina e suoi analoghi selettivamente possono causare arresto della crescita cellulare e apoptosi in molte linee cellulari tumorali.
Inoltre sia l’artemisinina che i suoi composti hanno dimostrato di avere effetti anti-angiogenetici, interruzione della migrazione, modulazione della risposta recettoriale nucleare, anti-infiammatori, anti-metastatici e perturbazione di molte vie di trasduzione del segnale.
Queste caratteristiche rendono i composti dell’artemisinina interessanti candidati farmaci chemioterapici anti cancro.
Tuttavia gli analoghi semplici della artemisinina sono meno potenti degli agenti chemioterapici tradizionali per il cancro e dato che ha nel plasma una breve emivita, ciò richiederebbe alto dosaggio e la somministrazione frequente per essere efficace per il trattamento del cancro.
Composti artemisinici più potenti ed a bersaglio selettivo sono in fase di sviluppo. Questi includono dimeri e trimeri artemisinina, artemisinina composti ibridi, e di tagging di composti artemisinina alle molecole che sono coinvolte nel meccanismo di consegna del ferro intracellulare.
Questi composti sono potenti promettenti composti antitumorali che producono effetti collaterali significativamente inferiore rispetto ai tradizionali agenti chemioterapici.
L’azione della artemisinina è stata studiata su molte linee cellulari (prostata, ovaio, colon, leucemia, melanoma, pancreas) ed in modelli animali da xenotrapianto (dimostrando in questo caso una riduzione di volume e della diffusione).
Infine, ART e ATM sono stati combinati con il comuni agenti anti-cancro oxaliplatino, gemcitabina e talidomide
Studi in vivo ed in vitro hanno dimostrato, fra l’altro, una migliore azione sinergica se in associazione con flavonoidi.
Sono stati presentati inoltre 2 casi pazienti con recidiva di melanoma uvale politrattati che hanno riposto in maniera positiva con l’uso combinato della chemioterapia e della artemisinina.
Il principale effetto collaterale riportato in numerosi studi clinici su animali di grossa taglia è stato la neurotossicità. Confrontando i dati vengono evidenziati legami con il dosaggio, la modalità di somministrazione ed il tempo di somministrazione. Il dosaggio pertanto non deve essere prolungato nel tempo (3-5 gg a ciclo) per evitare l’effetto sopraindicato.
Questa molecola dovrebbe avere un maggior spazio di ricerca ed applicazione in campo oncologico, anche perché potrebbe essere uno di quei farmaci da utilizzare in combinazione con i classici farmaci antiblastici con lo scopo di aumentare non solo l’efficacia, ma anche la sopravvivenza dei pazienti oncologici.
Questo breve approfondimento sulle implicazioni terapeutiche della Artemisinina è stato possibile valutando i dati raccolti dalle numerose pubblicazioni in merito:

MASSIMO BONUCCI M.D.
Spec. Oncologia Medica/ Anatomia Patologca
Resp. Servizio Patologia clinica ed Anatomia Patologica
Amb. Oncologia integrata
Casa di Cura SAN FELICIANO – ROMA
Presidente A.R.T.O.I.
Associazione Ricerca Terapie Oncologiche Integrate

tratto da:



Un farmaco non brevettabile uccide i tumori ma nessuno ne parla.

Alcuni studiosi dell’Università di Alberta, a Edmonton, in Canada hanno scoperto che un noto farmaco sarebbe già capace di uccidere le cellule del cancro al polmone, mammella e cervello, lasciando intatte quelle sane.
Si tratta del Dicloroacetato, attualmente utilizzato per trattare i disordini metabolici. E’ un farmaco senza (o quasi) effetti collaterali e/o a lungo termine, non brevettabile, oggi ampiamente disponibile e molto economico rispetto ai costosi farmaci antitumoraliprodotti da grandi aziende farmaceutiche.
Gli scienziati canadesi hanno testato il dicloroacetato (DCA) sulle cellule dell’uomo, dove ha dimostrato ottimi risultati, e su topi con tumori molti gravi che si sono ridotti non appena hannno iniziato ad alimentarsi con acqua integrata con DCA.
Ma perchè le case farmaceutiche più importanti non sono coinvolte? E perchè i media non ne parlano?

Come funziona

Nelle cellule sono presenti i Mitocondri, degli organi con una struttura simile a quella dei batteri e con un proprio DNA mitocondriale, la loro funzione principale è quella di produrre energia. I mitocondri sarebbero capaci di contrastare il cancro ma hanno bisogno di una spinta. Il Dicloroacetato sarebbe capace di innescare i mitocondri affinchè combattano le cellule tumorali.
In sostanza i Mitocondri possono innescare un processo, denominato Apoptosi, che consiste nell’autodistruzione di una cellula. Nei tumori tale meccanisco non funziona, a questo gli permette di crescere a dismisura. Il DCA sarebbe in grado di riattivare i mitocondri così da permettergli di distruggere le cellule cancerogene.
Gli altri scienziati si sono sono invece sempre concentrati sulla glicolisi per ottenere lo stesso risultato, ma tale processo è di gran lunga meno efficace e più dispensioso.
Non è ipotizzare un interessamento delle case farmaceutiche a quanto detto sopra in quanto il DCA è un farmaco molto comune, poco costoso e non brevettabile, che viene utilizzato già dal 1970. Un eventuale conferma di quanto scoperto dagli scenziati canadesi non porterebbe alcun profitto.
Dal momento che le case farmaceutiche non se ne interesseranno, altri laboratori indipendenti dovrebbero iniziare a produrre questo farmaco e fare ulteriori ricerche per confermare le conclusioni di cui sopra e produrre i farmaci.
Un farmaco non brevettabile uccide i Tumori ma nessuno ne parla

tratto da:

21 commenti:

  1. cosa pensare.........???????

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  2. nulla!.
    compratela e provatela!

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  3. non trovo il dosaggio.

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  4. quanto se ne prende, un cucchiaio, un cucchiaino, a stomaco pieno o vuoto

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  5. l'artemisia che producono a sanandrea di Collepardo (FR) è buona?

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    1. Quelli dell'artemisia.......gruppo su fb.....c'è tutto quello che volete sapere..... ;-)

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    2. non credo... devi prendere l'artemisia ANNUA, meglio se di agricoltura biologica. Di più: www.malaria-cure.it

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    3. Voglio acquistare l'Artemisia annua non alcolica, avete l'indirizzo dove acquistare quella di sanandrea Frosinone.
      Grazie mille

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    4. Mi date l'indirizzo per acquistare l'Artemisia annua non alcolica della sandrea Frosinone

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    5. www.malaria-cure.it

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    6. Dove posso aquistare questa piante?mi interessa...

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    7. https://www.facebook.com/groups/340030199488811/?fref=ts

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    8. https://www.facebook.com/notes/quelli-dellartemisia-annua/indirizzi-utili/346385962186568

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  6. Per cortesia nn ho fbook...mi dite il dosaggio della soluzione idroalcolica di. Sarandrea colleferro....mio padre sta prendendo tarceva...grazie...vi prego rispondetemi

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    1. La farmacia di collepardo mi ha consigliato :I primi due giorni 1 fiala di ferro a digiuno, dopo un'ora fare colazione e prendere un cucchiaio di artemisia annua Sarandrea e dopo un'ora prendere la terapia, un cucchiaio dopo pranzo e uno dopo cena. Dal 3° giorno continuare con 3 cucchiai al giorno senza assumere il ferro. Dopo una settimana aumentare la dose, 1 cucchiaio dopo colazione e 3 cucchiai dopo pranzo e 3 dopo cena. Questo ultimo dosaggio si trova sulla pagina di fb...quelli dell'artemisia Devi vedere come reagisce. In bocca al lupo a tuo padre

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  7. provo a informarmi e poi ti faccio sapere

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  8. Posologia
    Di Amedeo Gioia
    Fiale di ferro ricostituenti
    (quelle che si danno ai bambini) una per due giorni (*) al mattino presto e dopo 1 ora la forma di Artemisia annua (Idroalcoolica, Tintura madre TM, Artemisinina) che si è deciso di assumere come cura.
    (*)Ho preso il ferro solo 2 gg perchè avevo letto che l'artemisia annua colpisce le cellule cariche di ferro e interagisce con il ferro. Dato che credo molto ai segnali del corpo, solo 2 gg perchè il 3° gg non sono riuscito ad assumere ferro tanto era il disgusto, ergo, non nè avevo bisogno, le cellule erano belle cariche. Se il ferro non serve non si riesce a berlo e se non si riesce aberlo, vuol dire che non serve.

    Soluzione idroalcoolica
    Un cucchiaio al mattino ( io lo mettevo nel caffè) e un bicchierino da vodka, Pari a 3 cucchiai da minestra dopo pranzo e dopo cena ( io lo diluivo con chinotto) fino alla fine della bottiglia, a chi piace può continuare a berla come digestivo. Da evitare per stomaco,fegato e pancreas. La dose giornaliera si può diluire in 1 litro d'acqua e berla a sorsi durante la giornata.
    Tintura Madre Alcolica o Analcolica della Mountain Fresh Inglese
    20/30 gocce di tintura madre alla volta da prendere mattina pomeriggio e sera , diluite in acqua , tè o succo di frutta

    Artemisinina
    200 mg al gg la sera 2 ore dopo cenato, se le capsule sono da 100mg 2 al gg mattino e sera per 5 gg poi 2 gg riposo e altri 5 gg, se non guariti, altri 5gg e 2 riposo per max un mese, se non guariti, 2 settimane riposo e poi ricominciare.

    Possibilmente passare a una dieta vegana, niente latte, latticini e niente proteine animali che si sostituiscono con legumi, arachidi e frutta secca, questo per non alimentare il cancro.
    Questo è il FILE per la preparazione di

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  9. La trovi su www.farmapointsrl.com

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  10. Ciao a tutti,
    C'è qualcuno che può dire se l' ha provata e se è stata efficace?
    Grazie
    Saluti

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  11. Qualcuno ha provato la "terapia" sopra descritta?
    È stata efficace?

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