Hospice Nicola Falde. Santa Maria Capua Vetere

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Hospice Nicola Falde. Primo Piano. Nei giardini che nessuno sa

lunedì 12 maggio 2014

Per chi vuole seguire una terapia tradizionale

In questo sito si parla di terapie alternative.
Ma chi volesse seguire una terapia tradizionale, a base di chemioterapia, radioterapia, ecc.? 


E' bene precisare che non siamo contrari alla chemioterapia o alla radioterapia a prescindere e per partito preso.

Chemio e radio hanno sicuramente dei vantaggi e in molti casi fanno diminuire la massa tumorale. Il problema sta piuttosto nel numero elevato di effetti collaterali che talvolta, se non sempre, superano il numero dei vantaggi.
Ciò premesso, svantaggi ed effetti collaterali si attenuano molto quando si presta attenzione ad una serie di tecniche adiuvanti, di supporto al fisico e alle mente. 
Nel caso in cui decideste di seguire una terapia convenzionale, quindi, è comunque possibile diminuire gli effetti collaterali di tale terapia, aumentandone contemporaneamente gli effetti positivi, con questo approccio:

- una dieta mirata (alcuni consigli li trovate in questo sito; altri ve li potete far dare da un esperto del settore);

- una terapia completare adiuvante (come il metodo Abramo praticato dal dottor Santi).

A tale proposito l'esempio di Eleonora Letizia Futura, detta anche "la ragazza con la chemio nella borsetta" dal nome del suo blog, è emblematico, avendo appena avuto notizia di una regressione del suo tumore, ormai metastatizzato, pur avendo utilizzato tecniche convenzionali di tipo ospedaliero, ma affiancando ad esse un approccio psicologico e dietetico.
Un percorso quindi integrato, fatto di sinergie tra vari strumenti terapeutici, che potete approfondire cliccando sul suo blog:


Di seguito vi proponiamo il percorso terapeutico proposto dall'ARTOI, Associazione ricerca terapie oncologiche integrate.
Il centro propone un approccio alla cura dei tumori, che dovrebbe essere seguito da qualsiasi medico che pratichi la medicina tradizionale occidentale.





1. Protezione dal cancro

La dieta è ancora uno strumento fondamentale per la prevenzione del cancro. Ma quali meccanismi legano la quantità e la qualità dei cibi ai tumori?
In primo luogo è la quantità a essere messa sotto accusa. Uno studio epidemiologico presso la Harvard Medical School, nel 1995 sul rapporto tra sovrappeso e cancro, dimostrò che il massimo dell’incidenza dei tumori intestinali si ha nelle persone che fanno poca attività fisica
Di recente è stato dimostrato una più alta incidenza di tumori al seno e al corpo dell’utero in donne sovrappeso e obese; per il tumore alla mammella il sovrappeso eleva addirittura al 50% il rischio. Perché?
Nel caso dei tumori all’intestino le ipotesi sono due: una dieta eccessiva determina un abnorme andamento dei livelli di insulina e al contempo favorisce i processi infiammatori. I picchi di insulina, dopo un lauto pasto, funzionano da fattori di crescita delle cellule tumorali, mentre l’infiammazione è l’ambiente ideale per la proliferazione delle cellule maligne.
Non a caso si stanno studiando gli effetti positivi di farmaci antinfiammatori – come l’aspirina – sulla riduzione del rischio di timori al colon. Tumore al seno: poiché il grasso nelle donne in menopausa è la principale fonte di produzione di estrogeni, è probabile che il sovrappeso determini livelli sostenuti di estrogeni e il conseguente prolungamento del tempo di esposizione della ghiandola mammaria agli effetti negativi degli ormoni femminili.
E veniamo alla qualità del cibo. Quattro le sostanze naturali orientali al centro della ricerca scientifica: tè verdesoiaginseng, alcuni tipi di funghi. Dati sperimentali su animali da laboratorio e ricerche epidemiologiche sono d’accordo nel considerare il tè verde un importante fattore di prevenzione del cancro, soprattutto per quello della pelle. La sostanza che svolgerebbe tale funzione è un fenolo dal nome impronunciabile: epigallocatechina-3-gallato. Non basta però una sola tazza, magari al mattino: in Oriente se ne consuma almeno un litro al giorno.
Della soia si stanno studiando gli isoflavoni che, come alcuni farmaci usati nella prevenzione della recidiva del cancro alla mammella (i modulatori selettivi del recettore estrogenino, o Serm) hanno la capacità di comportarsi da estrogeni deboli con risultati positivi sia in menopausa che – si pensa – per la prevenzione del tumore al seno.
Sul ginseng la ricerca si sta impegnando molto e si ritiene che il suo uso regolare possa prevenire varie forme di tumore.
Infine il “ganoderma lucidum“, fungo molto apprezzato da coreani, cinesi e giapponesi: è al centro di un rinnovato interesse scientifico per le sue capacità stimolanti del sistema immunitario e di inibizione delle cellule leucemiche. E dopo l’Oriente, l’Occidente: Olio di olivauva e broccoli: alimenti sì comuni ma molto interessanti nella loro qualità di fonti chemiopreventive del cancro.
L’azione protettiva dei broccoli e delle crocifere è nota da quando un gruppo di ricercatori pubblicò sulla rivista dell’Accademia nazionale delle Scienze USA la descrizione della “eccezionale capacità protettiva dei germogli di broccoli contro i carcinogeni chimici. Tali vegetali potrebbero aumentare la capacità di espulsione dei carcinogeni tramite la iperattivazione dei enzimi epatici a ciò deputati.
Dell’uva si studia soprattutto il resveratrolo, un flavonoide che ha spiccate proprietà anticancro e antinfiammatorie: si pensa che queste ultime siano a base delle prime.
Infine l’olio di oliva che ha meritato l’attenzione dei più prestigiosi ricercatori, come Harold Newmark della Rockefeller University (USA). L’azione protettiva verrebbe svolta da una sostanza presente nell’olio, lo squalene, e soprattutto da uno dei suoi derivati, il lanosterolo. La rivista “Carcinogenesis” ha annunciato di recente la sintesi di nuovi composti derivati dallo squalene (di cui è ricca la cartilagine di squalo) da sperimentare nella prevenzione del cancro.
Ogni anno si ammalano di tumore in Italia circa 250 mila persone e 150 mila ne muoiono Un milione e mezzo sono i malati, fra nuovi casi, pazienti in trattamento e guariti. Un uomo ha 1 possibilità su 3 di sviluppare un tumore durante la vita media, una donna 1 su 5; un bambino che nasce oggi e che vivrà fino agli ottanta anni avrà visto ammalarsi di cancro oltre 20 milioni di suoi connazionali.
I tumori sono in costante aumento di incidenza e le previsioni dicono che in Italia nel 2010 vi saranno 400 mila nuovi malati all’anno, cioè 100 al giorno Due le cause: un maggior numero di anziani e dunque un maggior numero di tumori da un lato, il costante utilizzo di sostanze cancerogene quali il fumo dall’altro.

2. Percorso terapeutico

Se vuoi avviare un percorso terapeutico con ARTOI puoi cominciare subito, con il nostromodulo di primo contatto.
Ogni paziente ha un suo percorso terapeutico legato al tipo istologico di neoplasia, presenza o assenza di diffusione ad altri organi, età, condizioni di salute, patologie concomitanti.
E’ comunque possibile stabilire, in generale, alcune regole generale a cui il paziente dovrebbe sottostare per un miglior trattamento:
  • Diagnosi
  • Stadiazione
  • Terapia
  • Follow-up

Diagnosi

La diagnosi istologica della neoplasia è il momento più importante. Il risultato condiziona in modo determinante il proseguo del percorso ed il tipo di trattamento a cui il paziente deve sottoporsi.
Il nostro consiglio è quello di richiedere sempre una “Second Opinion”. Questa è una regola nei paesi europei ed americani. Non è una mancanza di fiducia, ma può essere un mezzo per aver più informazioni riguardo la neoplasia.

Stadiazione

Per una adeguata terapia è necessario conoscere se la neoplasia ha interessato estesamente l’organo, altri organi o strutture dell’organismo.
Attraverso esami strumentali semplici è possibile avere le informazioni.
Ecografia dell’organo ed aree vicine, Tomografia computerizzata (TAC spirale); Risonanza magnetica (RNM); Scintigrafia ossea (in casi selezionati) sono alcuni esami che possono assolvere a questo compito.
Sarà il medico specialista che dovrà decidere, a seconda del caso, quale utilizzare per completare al meglio il percorso.
Per quanto ci riguarda il nostro consiglio è di conoscere a priori lo stato del paziente con esamiTAC/RNM ed eventuale Scintigrafia.
L’esame PET-TAC è indicato in quei casi in cui gli esami strumentali sopradescritti hanno messo in evidenza focalità patologiche. Deve essere eseguito almeno dopo un periodo adeguato post-chirurgico (almeno 21-30 giorni). E’ comunque necessario eseguirlo almeno una volta dopo l’intervento chirurgico.
Gli esami ematologici riguardanti l’attività del Sistema Immunitario sono per noi una necessità. E’ indispensabile sapere quanto il nostro organismo dovrà essere stimolato per ritornare a funzionare correttamente (conoscere l’attività e la tipizzazione linfocitaria: linfociti T4linfociti T8linfociti Natural Killer, etc..)

Terapia

Quando sono stati eseguiti tutti questi esami l’oncologo ha in mano tutti gli strumenti per decidere la terapia più adeguata per il paziente.
La chemioterapia e/o radioterapia con la possibilità di usare Ipertermia farmaci naturali(terapia complementare o integrata) sono le sue scelte.
Ma il suo lavoro non è ancora completato.
Quando si ha il primo incontro con il paziente, normalmente è in suo possesso una diagnosi istologica completa. E’ a questo punto che nella richiesta di esami per la stadi azione non possono mancare gli esami genetici per la farmacogenomica
E’ la fase giusta in cui c’è il dovere di prescriverli ed eseguirli. Seguendo i protocolli antiblastici per la patologia l’oncologo conosce il tipo di farmaco da utilizzare. Con i tests di farmacogenomica si va a considerare non se il farmaco in se agisce, ma se quel farmaco è efficace nel nostro paziente.
Non è una valutazione sul farmaco ma sulla sua possibile utilità per lui. Sappiamo che esistono piccole alterazioni genetiche ( indicate come polimorfismo genetico) che rendono il farmaco poco utilizzato e “metabolizzato” dall’organismo, aumentando così gli effetti tossici a discapito di una sua efficacia. E’ un esame fondamentale che riteniamo indispensabile poter eseguire.
Nella decisione dell’approccio terapeutico concorrono più aspetti: diagnosistadiazioneterapia medico-strumentale e psicologica. Non deve essere sottovalutato mai l’aspetto psicologico del paziente e di tutte le persone coinvolte. L’approccio psico-oncologico deve seguire di pari passo quello medico.
L’alimentazione adeguata è un’altra caratteristica del percorso terapeutico dei pazienti. La nutri genomica è una realtà internazionale che deve essere adeguatamente conosciuta anche in Italia.

Follow-up

Le fasi di controllo devono riguardare lo stato fisico del paziente. Ma in questa fase deve essere presa in considerazione la prevenzione protezione.
E’ in questo campo che ci diversifichiamo in maniera determinante rispetto ai trattamenti convenzionali. Secondo il nostro pensiero il paziente dovrà sempre essere seguito con attenzione con terapie adeguate atte ad evitare le ricadute.
I controlli strumentali sono “diagnosi precoce” delle ricadute, non prevenzione.
Per prevenzione protezione noi intendiamo tutta una serie di terapie mediche farmacologiche che riducano la probabilità di ripresentazione della malattia. La stimolazione del Sistema Immunitario, una adeguata assunzione di farmaci che proteggono l’organismo da ricadute sono i cardini della Terapia Oncologica Integrata.
Il paziente affetto da patologia neoplastica è un soggetto che ha deficit immunitario e minimi deficit del genoma.
Esistono farmaci che controllano questi deficit e riducono la possibilità di ricadere. Noi consigliamo a tutti i nostri pazienti di proteggersi con farmaci naturali, una dieta adeguata, un miglio rapporto con se stessi e l’ambiente.
I controlli pertanto saranno strumentali (TAC/RNM, etc,..) ematologici (Sistema Immunitario, attività cellulare, etc..), psicoterapia, controllo alimentazione adeguata, attività fisica.

tratto da:


Per chi vuole seguire le terapie convenzionali è utile leggere il libro "Anticancro" di David Servan - Schreiber e "Guarire" dello stesso autore




Limitare gli effetti della chemioterapia con vitamine ed estratti vegetali
La chemioterapia dovrebbe uccidere le cellule tumorali ad alta differenziazione. Purtroppo distrugge anche le cellule sane: sistema immunitario in primis. Ecco alcune delle sostanze naturali utili a sostenere il sistema immunitario
Contrastare gli effetti nefasti della chemioterapia


Il tumore è un flagello fisico e morale per chi ne viene colpito. Spesso la diagnosi di tumore è “una sentenza di morte” che cambia radicalmente la qualità di vita della persona colpita , indipendentemente dall’ evoluzione clinica della malattia. Persone colpite da tumori ne ho conosciute parecchie, tra cui anche parenti e amici. Alcuni sono morti , altri sono ancora vivi ma non sono più le persone che conoscevo, sia fisicamente che psicologicamente. Il problema primario è che una cura efficace che garantisca una lunga sopravvivenza a lungo termine non esiste realmente. E’ sufficiente cercarsi le  statistiche ( soprattutto pubblicate all’ estero, USA Canada e Australia in testa) per comprendere appieno la pericolosità di questa malattia.


Gli effetti collaterali della chemioterapia


I farmaci antitumorali sono ben differenti dai farmaci comuni: sono sostanze fortemente tossiche considerate altamente pericolose per gli operatori, E’ sufficiente leggere i rigidi protocolli per la preparazione e lo smaltimento per comprenderlo 1
La chemioterapia utilizza farmaci antitumorali che idealmente dovrebbero colpire ed annientare solo le cellule cancerose. Sfortunatamente non è cosi e non esiste nessun farmaco chemioterapico cosi selettivo da colpire solo le cellule malate. La diretta conseguenza è un danno cellulare anche a carico di altri distretti perfettamente sani. I distretti più colpiti sono quelli ad alta proliferazione cellulare tra cui l’ apparato emopoietico e sistema immunitario. Il midollo osseo è particolarmente colpito dalle cure chemioterapiche. ( non a caso i valori dei globuli bianchi calano drasticamente dopo i trattamenti di chemioterapia)  Gli effetti collaterali più comuni sono infatti la leucopenia ( abbassamento dei globuli bianchi), anemia (abbassamento dei globuli rossi) e piastrinopenia (abbassamento delle piastrine).



Il sistema immunitario


Il sistema immunitario può essere gravemente compromesso. Ma cosa significa? Durante il periodo dei trattamenti chemioterapici, che possono durare anche svariati mesi, l’ organismo è indebolito con una diminuzione dell’ efficacia immunitaria. Patogeni normalmente innocui, possono proliferare e creare infezioni e malattie. (Es: sovraesposizione virus influenzali, candida albicans…)


Il sovraccarico di scorie indotto dalla chemioterapia e i potenziali pericoli


Un  aspetto poco noto ma dall' importanza non certo trascurabile, è l’aumentata produzione di sostanze da eliminare dall’ organismo.
Infatti da metabolizzare ed eliminare abbiamo:
  • 1 i chemioterapici tossici (che devono essere metabolizzati ed eliminati),
  • 2 gli effetti dei chemioterapici che uccidono cellule sane e non (anche queste a loro volta producono ulteriori scorie e sostanze tossiche )
  • 3 i normali rifiuti del metabolismo.
In contemporanea si riducono pericolosamente i valori di vitamine ed antiossidanti che servono a combattere i radicali liberi  


In questo quadro quindi abbiamo un accumulo di sostanze di “scarto” in un organismo debilitato.


E’ bene ricordare che le cellule uccise dalla chemioterapia, alterano il ph a livello cellulare rendendolo acido e quindi rendendo il terreno più fertile per altre degenerazioni. E’ stato dimostrato che il livello di molte vitamine ( che hanno un ruolo essenziale come antiossidanti e quindi anticancro) in presenza di tumore calano vertiginosamente. Risulta evidente quanto sia indispensabile sostenere il nostro organismo.


Cosa fare per aiutare il nostro sistema immunitario ?


Vedremo ora una serie di vitamine e sostanze naturali su cui sono state effettuate approfondite ricerche che ne hanno dimostrato l’ efficacia come antiossidanti, immunostimolanti e quindi decisamente utili non solo in  prevenzione, ma anche durante i trattamenti chemioterapici. Come sempre queste sono indicazioni Generali. Per eventuali dubbi consigliamo sempre di interpellare il proprio medico.


Vitamine e minerali


Vitamina C naturale: 
La vitamina C ha un ‘ azione antivirale: aumenta le difese dell'organismo tramite l’ azione stimolante sui leucociti. Azione antiossidante: si lega ai radicali liberi inattivandoli ed impedendo la reazione a catena successiva ai processi ossidativi


Selenio: anticancerogeno:
Il selenio è un ' antiossidante  intracellulare. La sua più grande azione antiossidante è data da : SELENIO + GLUTATIONE si trasforma in GLUTATIONE PEROSSIDASI  diviene un ‘enzima antiossidante INTRACELLULARE che  impedisce il danneggiamento del DNA


Vitamina E.
la vitamina E protegge i globuli rossi rendendo più stabili gli eritrociti.

Anticancerogeno: alcuni tipo di cancro potrebbero essere collegati alla scarsa presenza di vitamina E


Vitamina D
La vitamina D è prodotta dalla pelle mediante la luce del sole, sono infatti sufficienti 15 minuti al giorno perché l’organismo possa produrre la quantità necessaria. La vitamina D è in grado di apportare numerosi benefici all’organismo e di diminuire l’incidenza di gravi disturbi: tumori, malattie cardiovascolari, ma anche diabete.Possiede anche un’azione di potenziamento generale a livello del sistema immunitario in 
grado quindi di aumentare le  difese organiche.


Acido folico le capacità anticancro dell’ acido folico sono state dimostrate recentemente.        ” Studio italiano, acido folico aiuta a “bloccare” tumori 


Acido folico nuova “arma” per bloccare e persino far regredire i tumori. Assumere integratori alimentari di questo sostanza, normalmente prescritta alla gestanti per prevenire malformazioni nel feto, aiuterebbe infatti a combattere la malattia rallentandone la progressione e, in alcuni casi, addirittura facendola regredire. Sono i risultati di un mini-studio condotto da ricercatori italiani del policlinico Agostino Gemelli di Roma.” 2


Composti derivati da sostanze vegetali


Papaya fermentata FPP Immunage:
La papaia bio-fermentata dell’ Immunage agisce direttamente sui radicali liberi, eliminandoli. Inoltre rende maggiormente disponibile la Super Ossido Dismuatasi, uno degli antiossidanti prodotti dal nostro corpo più potenti.
La papaia FPP ottimizza le funzioni antiossidanti endogene dell’ organismo attraverso i beta glucani sostanze con proprietà immunomodulanti dimostrate.
"Dopo la fine del trattamento di chemioterapia è raccomandato l’utilizzo di Immun'Âge® per agevolare un rapido recupero nel paziente. Il dosaggio consigliato è 3 bustine al giorno per la prima settimana post chemioterapia, due bustine al giorno per la settimana successiva. In funzione dell’età e del livello di stress ossidativo, il paziente potrebbe continuare nel tempo l’assunzione di una bustina al giorno." Per maggiori informazioni potete leggere questo articolo.


Broccolo e Sulforafano:
Il Sulforafano è presente nei broccoli. Evidenze scientifiche hanno dimostrato che ilsulforafano possa inibire la crescita delle cellule tumorali e indurre l'apoptosiin vitro nelle cellule mammarie , ovariche , pancreatiche , polmonari , e altre cellule cancerogene.3
Al broccolo sono anche attribuite importanti proprietà detossificanti.


Melograno e acido ellagico. 
Recenti studio hanno dimostrato che  il succo del melograno e l’olio ricavato dai semi possiedano un potere antiossidante paragonabile a quello del BHT (dell’idrossianisolobutilato ) e del thè verde. L’acido ellagico interagisce su alcune reazioni chimiche del metabolismo cellulare chiamate in causa nello sviluppo del tumore.


Tè Verde.
Le percentuali di cancro al seno, colon, pelle, pancreas, esofago e stomaco sono estremamente basse fra i bevitori di té verde. Nello stesso modo, è stato notato che i fumatori giapponesi che consumano té verde sembrano godere di una protezione contro il cancro al polmone. Sono i polifenoli del tè verde che  possiedono potenti proprietà anti-ossidanti. Un altro studio (University of Shizuoka, Giappone) ha dimostrato che il té verde può prevenire la formazione di metastasi. 4


Aloe: azione Antiossidante:
Molte sostanze possiedono questa azione all’interno dell’Aloe, limitando i danni dei radicali liberi, sia dopo applicazione diretta sulla pelle che dopo somministrazione del succo a dosi non inferiori a 100 ml al dì, per contrastare gli effetti negativi del fumo, inquinamento, radiazioni ed altri fattori stressogeni.

Azione immunomodulante: La prima attività del gel riguarda il sistema gastrointestinale che funge da supporto a qualsiasi altro organo e dove è posizionata una delle strutture più importanti del sistema immunitario. Possiede una azione stimolante e riequilibrante. L’azione si manifesta mediante attivazione dei macrofagi, sia alla stimolazione di cellule natural killer.
Si è visto che la più alta concentrazione dei mannani ad azione immunomodulante si ritrova prevalentemente nell’ALOE Barbadensis Miller e nella Arborescens Miller.

Azione radioprotettiva: Studi effettuati hanno messo in evidenza la sua capacità di azione nel trattare le reazioni cutanee acute indotte da radiazioni, quando veniva applicato immediatamente dopo la irradiazione. Per maggiori informazioni sull' aloe rimando a questi articoli.


Gli integratori: guida alla scelta


Esistono moltissimi integratori antiossidanti. Non sempre è facile scegliere. Gli stessi antiossidanti, non sono tutti uguali. Per esempio, se assumete Vitamina C, meglio quella naturale, come spiegato QUI e ad alti dosaggi. La dose giornaliera ottimale 2 gr. die, è ben distate da quella raccomandata (che serve per non ammalarsi di scorbuto!). Consiglio di controllare sempre la composizione ed il dosaggio delle vitamine presenti. Se presenti fitoterapici, controllate oltre al dosaggio la presenza di estratti titolati e la relativa percentuale. In questo articolo segnalo solo il Redoxnam che contiene quasi tutte le sostanze qui menzionate in alti dosaggi. 

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